Migliaia di cittadini partecipano alle celebrazioni e alla processione nel centro. Emozione e applausi anche per il ritorno di Vincenzo De Luca da sindaco
Per Salerno il 21 settembre non è una data come le altre. È il giorno in cui la città ritrova la propria identità nelle celebrazioni dedicate a San Matteo, apostolo, evangelista e patrono. Una ricorrenza attesa per mesi, capace ancora una volta di coinvolgere fedeli, cittadini e salernitani lontani dalla propria terra.
Nel solenne Pontificale in Cattedrale, mons. Filippo Iannone ha richiamato la figura dell’evangelista, sottolineando la disponibilità con cui Matteo accolse la chiamata di Gesù. Un messaggio che si intreccia con le parole dell’arcivescovo di Salerno, mons. Andrea Bellandi, che ha invitato a vivere la festa non come una semplice parentesi della vita cittadina, ma come un’occasione per riflettere sulle questioni che riguardano il presente: il lavoro, la giustizia e il rispetto della dignità di ogni persona.
Poi la tradizione ha preso forma nelle strade del centro, con la solenne processione e la partecipazione di una comunità che si riconosce nel proprio patrono. Tra applausi e momenti di emozione, anche Vincenzo De Luca ha preso parte alla processione nel suo ritorno da sindaco di Salerno, sottolineando il sentimento di orgoglio legato all’essere salernitani.
È una festa che unisce fede e memoria, appartenenza e nostalgia: quella di chi vive la città ogni giorno e quella di chi, da lontano, continua a sentirsi parte di Salerno.
Ciro Crescentini

