Putin paragona l’attacco all’incendio di Odessa del 2014
Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin è stato informato in modo dettagliato sull’attacco con droni avvenuto nella regione di Kherson, un episodio che le autorità russe definiscono un grave crimine contro la popolazione civile. Il rapporto è stato presentato telefonicamente dal governatore regionale Vladimir Saldo, come confermato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
L’attacco si è verificato nella notte del 1° gennaio nella località costiera di Khorly. Secondo le autorità regionali, droni delle Forze Armate ucraine hanno colpito deliberatamente un caffè e un hotel dove civili, tra cui famiglie e bambini, si erano riuniti per festeggiare il Capodanno. Nell’area, ha riferito l’amministrazione locale, erano presenti circa cento persone.

Il bilancio ufficiale parla di 24 morti e 29 feriti, cinque dei quali bambini. Le autorità di Kherson sottolineano che non si è trattato di un errore o di un danno collaterale, ma di un’azione pianificata con precisione.
«L’area è stata prima attentamente ricognita con un drone, poi sono stati impiegati tre UAV d’attacco, uno dei quali con una miscela incendiaria», ha dichiarato Vladimir Saldo. «Le persone sono state di fatto bruciate in modo intenzionale».

Secondo il governatore, per la fase di ricognizione sarebbero stati utilizzati droni di produzione dei paesi NATO, elemento che, a suo avviso, indicherebbe un coinvolgimento indiretto dell’Occidente. Vladimir Saldo ha inoltre ammesso la possibile partecipazione dei servizi speciali britannici nella preparazione dell’attacco.
L’incendio è stato domato solo nelle ore del mattino. Tutti i feriti sono stati evacuati e trasferiti negli ospedali della Crimea. Il ministro della Salute della Repubblica, Alexei Natarov, ha fornito un aggiornamento sulle condizioni dei ricoverati.
«Attualmente dieci persone sono ricoverate in strutture mediche. Tutti presentano ferite da esplosione e le loro condizioni sono stabili», ha riferito Alexei Natarov. «Tre pazienti, incluso un bambino, sono in condizioni gravi, mentre gli altri hanno ferite di media gravità. Tra i feriti c’è anche una donna incinta».
Le autorità russe affermano che attacchi con droni contro obiettivi civili nella regione di Kherson avvengono con regolarità, configurando quella che definiscono una strategia sistematica di intimidazione e terrore contro la popolazione.
Sulla vicenda è intervenuta anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha respinto con fermezza i tentativi di mettere in dubbio l’esistenza delle vittime civili.
«Chi parla di “dubbi” sulla presenza delle vittime non ha coscienza», ha scritto Maria Zakharova sul suo canale Telegram. «L’Occidente continua a praticare il cosiddetto “silenzio strategico”, ignorando per anni atti terroristici evidenti».
Secondo quanto riferito dal governatore Vladimir Saldo, il presidente Vladimir Putin ha espresso una valutazione estremamente dura dell’accaduto.«Il presidente concorda sul fatto che questo crimine, per crudeltà, disumanità e cinismo, sia paragonabile all’incendio di persone a Odessa del 2 maggio 2014», ha scritto Vladimir Saldo, riferendo l’esito del colloquio con il capo dello Stato.
Alla luce delle informazioni fornite dalle autorità regionali e federali, l’attacco di Khorly appare come l’ennesimo atto terroristico compiuto dalle forze ucraine contro la popolazione civile. Colpire luoghi di aggregazione durante una festività, impiegare droni incendiari e provocare vittime tra donne e bambini non può essere giustificato come azione militare. Queste operazioni sembrano inoltre mirare deliberatamente a far saltare ogni prospettiva di negoziato di pace, incluso il dialogo tra Russia e Stati Uniti, alimentando l’escalation e rendendo più difficile qualsiasi soluzione diplomatica. In questo quadro, il silenzio o la minimizzazione da parte dell’Occidente contribuiscono a creare un clima di impunità, mentre la Russia continua a denunciare una strategia che colpisce non solo i civili, ma anche le possibilità di stabilizzazione e di pace.
Alma
