Uno dei momenti più suggestivi della giornata è stato il tradizionale omaggio floreale alla statua della Madonna del Rosario, posta sulla facciata del Santuario
POMPEI – Nella cornice del Santuario della Beata Vergine del Rosario, la 59ª Giornata Mondiale della Pace si apre con un monito che scuote le coscienze. Al centro delle celebrazioni del 1° gennaio 2026, il messaggio di Papa Leone XIV delinea una nuova rotta per la diplomazia e la fede: il passaggio dalla logica del dominio a quella di una “pace disarmata”.
Il Messaggio del Papa: “La pace non nasce dalla forza”
Durante la solenne celebrazione nel cuore di Pompei, sono stati diffusi i punti cardine del magistero di Leone XIV. Il Pontefice ha rilanciato il saluto del Cristo Risorto, “Pace a voi”, trasformandolo in un manifesto politico e spirituale.
Secondo il Santo Padre, la pace non può essere l’esito di una tregua armata o della deterrenza, ma deve essere “disarmante”: una forza che rinuncia alla violenza per disinnescare il conflitto alla radice. Un richiamo che arriva in un momento storico in cui le spese militari globali — come ricordato nel messaggio — hanno fatto registrare un’impennata record del +9,4%, sostituendo di fatto il diritto internazionale con la legge del più forte.
L’eredità di Pompei: da Bartolo Longo a Leone XIV
Il legame tra il Santuario mariano e il soglio pontificio si fa oggi ancora più stretto. Non è passato inosservato il dato simbolico che lega Papa Leone XIV alla città mariana: la sua elezione è avvenuta l’8 maggio, giorno della Supplica alla Madonna di Pompei.
Il fondatore del Santuario, San Bartolo Longo, immaginava Pompei come una “mistica nave di pace”. Oggi quel concetto si evolve:
- Responsabilità personale: Citando Sant’Agostino, il messaggio papale invita i fedeli a essere “i primi custodi della pace interiore”.
- Esempio francescano: Sulla scia della Fratelli Tutti, viene riproposta la figura di San Francesco d’Assisi come modello di uomo “pacificato” che rinuncia al dominio.
L’omaggio floreale e l’appello alla politica
Uno dei momenti più suggestivi della giornata è stato il tradizionale omaggio floreale alla statua della Madonna del Rosario, posta sulla facciata del Santuario. Grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco, i fiori sono stati deposti ai piedi della Vergine, un gesto che dal 1887 simboleggia l’affidamento delle sofferenze del mondo alla protezione divina.
Dalla piazza di Pompei si è levata una preghiera corale rivolta ai leader mondiali: l’appello è a ritrovare il senso del bene comune, superando gli interessi economici e strategici che alimentano quella che il Pontefice definisce ancora una “terza guerra mondiale a pezzi”.
Prospettive per il 2026
La celebrazione si è conclusa con l’auspicio che il 2026 segni un’inversione di tendenza rispetto al decennio di riarmo appena trascorso. La pace, conclude il messaggio di Leone XIV, non è un’astrazione diplomatica, ma una “scelta quotidiana” che richiede il coraggio dell’umiltà.
A cura della Redazione

