Terra dei fuochi, l’Italia processata dalla Corte di Strasburgo

Il tribunale europeo ha accolto in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni che denunciano la violazione dei loro diritti alla vita

Terra dei fuochi, svolta alla Corte europea dei diritti dell’uomo. I giudici di Strasburgo hanno avviato il processo contro il governo italiano. La Corte ha accolto in via preliminare i ricorsi ricevuti da cittadini e associazioni che denunciano la violazione dei loro diritti alla vita e al rispetto della vita famigliare, sanciti dalla convenzione europea dei diritti umani. I ricorrenti sostengono che lo Stato non abbia preso misure per ridurre il pericolo, nonostante fosse consapevole del rischio reale e immediato.

 

OLTRE 3.500 RICORSI. Sono oltre 3.500 i ricorsi presentati tra  2014 e 2015 alla Corte di Strasburgo da cittadini e associazioni della Terra dei fuochi. L’accusa all’Italia era di aver violato l’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani in cui è stabilito che “il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge”. I ricorrenti chiedevano anche una condanna per il mancato rispetto dell’articolo 10, che sancisce il diritto a essere correttamente informati. La disposizione, in tema di libertà d’espressione, protegge la libertà di ricevere o di comunicare informazioni.

Dopo aver esaminato i ricorsi, la Corte ha deciso di dare il via al contraddittorio tra le parti, ritenendo almeno per ora ammissibile quanto in essi sostenuto. Ha quindi comunicato al governo le violazioni che oltre 30 persone e 5 associazioni dicono di aver subito. Per i ricorrenti le autorità sapevano dell’esistenza di un rischio reale e immediato per la vita delle persone,alcune decedute. Un rischio causato dall’accumulo e dalla combustione di rifiuti tossici nelle discariche abusive. Tuttavia, non avrebbero preso misure per ridurre il pericolo. Inoltre si addebita allo Stato di non aver introdotto leggi per perseguire efficacemente i responsabili dell’inquinamento, e di non aver informato la popolazione sui rischi per la salute. Nel comunicare i ricorsi al Governo, la Corte chiede una serie di informazioni. Quindi si deciderà se i ricorsi sono effettivamente fondati e quali violazioni siano state commesse. Tra le informazioni richieste all’Italia, c’è l’indicazione delle misure adottate per identificare le zone inquinate e verificare il livello di inquinamento di aria, suolo e acqua, nonché il suo impatto sulla salute della popolazione. E anche quali indagini siano state condotte per individuare i responsabili dei reati ambientali e i risultati conseguiti.

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