La Freedom Flotilla Coalition, organizzazione impegnata a portare beni di prima necessità – pannolini, cibo e medicinali – ai palestinesi sotto assedio nella Striscia di Gaza, denuncia l’arresto arbitrario dei propri membri e il sequestro delle provviste, mentre le bombe continuano a colpire liberamente la popolazione civile
È stato violento e illegittimo il sequestro della nave umanitaria Madleen da parte dell’esercito israeliano, che ha interrotto bruscamente la missione umanitaria della Freedom Flotilla Coalition, diretta a portare aiuti essenziali alla popolazione di Gaza. A bordo, tra attivisti, parlamentari e giornalisti, anche la giovane attivista svedese Greta Thunberg. L’azione israeliana, denunciata dalla Freedom Flotilla come un vero e proprio “rapimento”, rappresenta un’aggressione inaccettabile e un nuovo, grave atto di violazione del diritto internazionale.
Israele, con la sua pretesa di “dirottare” la Madleen verso le proprie coste e arrestare i passeggeri, dimostra ancora una volta il suo disprezzo per la dignità umana e per le norme che regolano il diritto umanitario. Le autorità israeliane hanno dichiarato di voler rimpatriare forzatamente gli attivisti, trattandoli come “terroristi”, nonostante si tratti di persone impegnate in una missione pacifica e umanitaria.
La Freedom Flotilla Coalition, organizzazione impegnata a portare beni di prima necessità – pannolini, cibo e medicinali – ai palestinesi sotto assedio nella Striscia di Gaza, denuncia l’arresto arbitrario dei propri membri e il sequestro delle provviste, mentre le bombe continuano a colpire liberamente la popolazione civile.
Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ha definito Israele “fuori da ogni forma di legalità e diritto internazionale” e ha annunciato l’intenzione di fare pressione sul governo italiano affinché intervenga immediatamente per la liberazione degli attivisti. Un appello che suona come un monito urgente di fronte all’ennesima escalation di violenza e repressione.
I protagonisti dell’azione umanitaria
Tra gli attivisti sequestrati vi sono figure di rilievo internazionale, unite dalla volontà di spezzare il blocco umanitario imposto da Israele:
- Greta Thunberg – attivista svedese
- Rima Hassan – europarlamentare franco-palestinese
- Yasemin Acar – attivista tedesca
- Thiago Avila – attivista brasiliano
- Omar Faiad – giornalista francese
- Pascal Maurieras – attivista francese
- Yanis Mhamdi – reporter francese
- Suayb Ordu – attivista turco
- Sergio Toribio – attivista spagnolo
- Marco van Rennes – attivista olandese
- Reva Viard – attivista francese
- Liam Cunningham – attore irlandese
- Baptiste Andre – medico francese
Queste persone si trovano ora ingiustamente detenuti, vittime di una repressione brutale che tenta di soffocare ogni tentativo di portare aiuto alla popolazione palestinese.
Israele oltre il confine della legalità
L’azione contro la Madleen non è che l’ultima di una lunga serie di violazioni dei diritti umani e delle leggi internazionali da parte dello Stato israeliano, che continua a negare ai palestinesi il diritto fondamentale alla vita e all’assistenza. Il blocco di Gaza, la confisca degli aiuti e l’arresto di chi tenta di spezzare questo isolamento rappresentano un atto di guerra contro la civiltà e la solidarietà umana.
La comunità internazionale è chiamata a reagire con fermezza, condannando senza mezzi termini queste azioni e agendo concretamente per la liberazione degli attivisti e la fine del blocco inumano che soffoca Gaza.
Red
