L’UDU denuncia mesi di studio persi e gestione ministeriale fallimentare
La tensione tra studenti e Ministero dell’Università è alle stelle dopo il secondo appello del cosiddetto “semestre filtro” per l’accesso alla facoltà di Medicina. La prova, giudicata ardua dalla maggior parte dei candidati, ha riproposto gli stessi problemi della sessione di novembre, lasciando molti giovani in una situazione di estrema incertezza.
All’apertura del suo intervento ad Atreju, la ministra dell’Università Anna Maria Bernini è stata contestata da un gruppo di studenti, che hanno urlato il loro disagio: “Non ce la facciamo più, con il semestre filtro rischiamo di perdere un anno!” La risposta della ministra è stata diretta e severa: “Prima di contestare, lasciate che parli. Questo dimostra la vostra inutilità.” Successivamente, Bernini è scesa dal palco per confrontarsi direttamente con gli studenti.
La protesta non si limita ai singoli episodi: l’Unione degli Studenti (UDU) denuncia un vero e proprio “disastro” generato dalla riforma. “Dopo mesi di silenzi e rimpalli, il semestre filtro si è rivelato un esperimento fallito. Migliaia di studenti sono bloccati in un limbo, senza risposte chiare né tutele, con percorsi universitari sospesi e mesi di studio potenzialmente vani.”
Oggi, l’UDU ha organizzato nuove manifestazioni in tutta Italia, da Piazza Vidoni a Roma fino ad altre piazze principali. Gli studenti chiedono una soluzione immediata e uniforme: il riconoscimento di tutti coloro che hanno partecipato al semestre filtro, senza ulteriori rinvii o compromessi al ribasso. “Il semestre filtro è un fallimento evidente, e non saranno gli studenti a pagarne il prezzo.”
Il percorso, concepito come un’opportunità per supportare i candidati, si è trasformato in una vera e propria “corsa ad ostacoli” di dieci settimane, con lezioni miste e preparazione insufficiente. I dati del primo appello parlano chiaro: solo il dieci per cento degli studenti ha superato la prova. Una selezione di massa che, secondo gli oppositori della riforma, non premia il merito ma esclude migliaia di giovani aspiranti medici, mettendo a rischio il completamento dei posti disponibili nelle università.
Le proposte del Ministero, al momento, si limitano a ipotesi di sanatoria e recupero crediti, misure che molti ritengono insufficienti. Gli studenti chiedono risposte concrete e immediate: un sistema serio, trasparente e realmente formativo, che non sacrifichi i loro sogni e i mesi di studio sul piano della propaganda politica.
Il semestre filtro resta così un nodo critico del nuovo accesso a Medicina, con il Governo chiamato a intervenire rapidamente per rimediare a quella che molti definiscono una gestione fallimentare e penalizzante per una generazione di futuri medici.
CiCre
