Iniziativa di lotta contro la riduzione delle indennità e la sospensione degli accordi pregressi segna una battaglia per il rispetto della trasparenza.
Oggi, i dipendenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli hanno scioperato, portando avanti una protesta contro i tagli indiscriminati e la riduzione dei diritti che minano la loro dignità e sicurezza economica. L’iniziativa, che ha visto la distribuzione di volantini informativi, denuncia il trattamento riservato ai lavoratori e l’incapacità della gestione dell’ente di riconoscere il loro impegno quotidiano.
Un colpevole facile da trovare: i dipendenti
In un contesto che ricorda i migliori gialli di Agatha Christie, il Consiglio dell’Ordine ha trovato un “colpevole” per la difficile situazione in cui si trova: i dipendenti stessi. Nonostante anni di lavoro svolto con impegno e dedizione, oggi ci si trova a fronteggiare riduzioni salariali che non solo compromettono la capacità di sostentamento dei lavoratori, ma danneggiano profondamente la loro dignità professionale.
Le misure imposte – dalla riduzione delle indennità di professionalità alla sospensione degli accordi integrativi, fino ai tagli su voci fondamentali della busta paga – mettono a rischio non solo il benessere economico, ma anche il futuro delle famiglie dei dipendenti. A ciò si aggiungono le riduzioni delle ore di straordinario, che rappresentavano una parte importante della retribuzione, e il danneggiamento dell’immagine pubblica dei lavoratori, ingiustamente accusati per colpe che non gli appartengono.
Impegno infranto e mancata trasparenza
I dipendenti del Consiglio dell’Ordine hanno sempre risposto con impegno a ogni esigenza dell’ente, anche nelle emergenze, come le elezioni forensi, della Cassa Forense, del P.O. e altre necessità urgenti, spesso lavorando nei giorni festivi e nelle ore serali. Nonostante questo impegno costante, la gestione delle risorse è stata affidata a terzi che, a detta dei lavoratori, hanno trattato la situazione con superficialità e mancanza di trasparenza.
In un contesto che appare sempre più ingiusto, i dipendenti sono ora costretti a restituire somme legittimamente riconosciute in precedenza, a causa di atti palesemente illegittimi. Nel frattempo, apprendono con sorpresa che il Consiglio dell’Ordine ha speso 60.000 euro in pubblicità nelle metropolitane, segno che i fondi esistono, ma non sono destinati a chi merita veramente.
Le rivendicazioni dei lavoratori
In risposta a questa situazione, i dipendenti chiedono il rispetto dei propri diritti e il ripristino delle condizioni salariali precedenti, che riconoscano il loro contributo essenziale all’ente. Inoltre, sollecitano il riconoscimento del loro percorso professionale e delle progressioni di carriera, mai riconosciute nonostante anni di impegno, e chiedono maggiore trasparenza nella gestione delle risorse.
“Non restiamo in silenzio,” dichiarano i lavoratori, “è il momento di far sentire la nostra voce. Difendiamo il nostro lavoro, il nostro salario e la nostra dignità.”
Confintesa FP al fianco dei lavoratori
Il sindacato Confintesa FP, attraverso il Segretario Generale Claudia Ratti, ha espresso piena solidarietà ai lavoratori del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli. “Abbiamo ascoltato le loro ragioni,” afferma Ratti, “ed è un grido di dolore che non può restare inascoltato. È inaccettabile che chi ha garantito il funzionamento del Consiglio, anche in periodi di emergenza, venga ripagato con l’insicurezza economica e l’umiliazione.”
Confintesa FP critica inoltre l’apparente incoerenza tra i sacrifici imposti ai dipendenti e le spese pubblicitarie significative, sottolineando come “la giustizia non si amministra con tagli al personale”. Il sindacato si schiera con determinazione accanto ai lavoratori, sostenendo che la dignità e i diritti di chi lavora devono essere rispettati.
Un appello per la Giustizia e la dignità
Il messaggio è chiaro: il lavoro va difeso, il reddito protetto e la dignità rispettata. La lotta dei dipendenti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli non è solo una battaglia per il salario, ma anche per il riconoscimento del valore e del ruolo che svolgono all’interno dell’ente. Ora è il momento di ascoltare e agire, affinché si faccia giustizia anche per loro.

