Documenti e foto mostrano Delmastro in contatto con la famiglia Caroccia prima della condanna definitiva: Pd e M5s chiedono chiarimenti immediati
Nel corso dell’intervista rilasciata al TgLa7 da Enrico Mentana, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sollevato dubbi su possibili interferenze esterne nella diffusione delle notizie relative allo scandalo che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia del suo governo, Andrea Delmastro. ««Se qualcuno ha voluto far emergere proprio negli ultimi giorni di campagna referendaria la questione più clamorosa sul governo, gli italiani sapranno giudicare»», ha detto la premier, senza però specificare a quale “manina” si riferisse.
Meloni ha definito «leggero» il comportamento di Delmastro nel modo in cui si è inserito in una società che gestisce un ristorante sulla Tuscolana a Roma insieme alla figlia del prestanome mafioso Mauro Caroccia, oggi in carcere per reati di mafia. ««Non sto dicendo che sia connivente con la criminalità»», ha aggiunto, chiarendo però di non aver ancora parlato direttamente con il sottosegretario. ««Conosco i fatti così come li ha riportati la stampa»», ha detto Meloni, sottolineando di ignorare come i giornalisti siano venuti in possesso delle informazioni.
La ricostruzione offerta dalla premier riprende quella già circolata nei giorni scorsi: Delmastro ha partecipato all’acquisto delle quote di un ristorante con soci formalmente incensurati, e quando ha appreso che il padre di uno dei soci — Mauro Caroccia senior — era coinvolto in una condanna definitiva per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa, si è ritirato dalla compagine societaria. Secondo quanto ricostruito, il sottosegretario avrebbe lasciato la società nel momento in cui ha scoperto la condanna, e non in seguito alla pubblicazione delle notizie sulla vicenda.
Fatti e immagini pubblicati dalla stampa, però, mostrano elementi che complicano questa versione: in una fotografia del 2023 Delmastro e Caroccia senior compaiono insieme in atteggiamento amichevole, e in un’altra immagine del 2025 il sottosegretario è seduto a un tavolo del ristorante in questione — allora gestito dallo stesso Caroccia — insieme a Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia.
La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere. Dalla chiusura della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle per il No, Giuseppe Conte ha attaccato Meloni: ««Parla di ‘manina’, ma quella che ha fatto emergere lo scandalo si chiama stampa libera e indipendente. Se fossi nei panni della premier, mi preoccuperei piuttosto della firma apposta davanti a un notaio a Biella nel dicembre 2024 per creare quella società con **Miriam Caroccia»».
Critiche anche da parte di Elly Schlein, intervenuta a sua volta nel programma di Mentana: secondo la segretaria del Pd, Meloni avrebbe dovuto chiedere le dimissioni di Delmastro, ma invece ha scelto di attaccare i giornalisti. ««Forse dovremmo riflettere su certi criteri di scelta dei sottosegretari»», ha osservato Schlein.
I capigruppo M5s al Senato e alla Camera hanno rincarato la dose: Luca Pirondini ha definito «inaccettabile» che la presidente del Consiglio parli di “manine” di fronte a fatti concreti e documentati di contatti tra un sottosegretario alla Giustizia e persone legate alla mafia, accusando Meloni di dimostrare una visione distorta della giustizia. Riccardo Ricciardi ha aggiunto che è ««triste»» vedere la premier concentrarsi su presunte manipolazioni mediatiche piuttosto che sulla gravità del comportamento di Delmastro: ««Con la mafia non si parla — figuriamoci se ci si siede insieme a tavola»», ha dichiarato.
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