Salerno, il ministero dell’ambiente apre fascicolo sul Crescent

L’iniziativa su esposto di Italia Nostra: “Un parte dell’edificio non ancora realizzato dovrebbe essere costruito proprio sull’alveo originario del torrrente Fusandola. È evidente che, una siffatta edificazione, non è consentita né dalla legge, né dai provvedimenti ministeriali di vincolo”

Il caso Crescent continua a far parlare. Il ministero dell’ambiente ha aperto un fascicolo di competenza della Divisione dissesto idrogeologico sul complesso immobiliare di Salerno, accusato dagli ambientalisti di essere un eco mostro. Su esposto di Italia Nostra, la segreteria del ministro Costa ha chiesto di trasmettere la documentazione alla Divisione IV Dissesto Idrogeologico.  Il dossier riguarda la edificazione dell’edificio privato Crescent nell’area di Santa Teresa del Comune di Salerno.
“Un parte dell’edificio Crescent non ancora realizzato – spiega Italia Nostra -, adiacente alla porzione pubblica oggetto di crollo della piazza in corso di messa in sicurezza, dovrebbe essere costruito proprio sull’alveo originario del Torrrente Fusandola. È evidente che, una siffatta edificazione, non è consentita né dalla legge, né
dai provvedimenti ministeriali di vincolo, né dalle più elementari regole di buon senso. Il ministero è stato interessato anche della circostanza che, oltre la metà del comparto edificatorio, non è stato sdemanializzato per oltre 20 mila metri quadri.
“In sostanza – prosegue l’associazione – si è verificata una vera usurpazione del demanio marittimo lì dove
la superficie necessaria del comparto, pari a circa 45.000 mq, non è stata totalmente sdemanializzata (ad oggi poco più della metà –circa 26.000 mq risulta sdemanializzata). I beni pubblici della collettività salernitana pertanto non hanno mai perduto le caratteristiche del Demanio marittimo (nonché idrico) e, quindi, la spiaggia ed il mare, nonché lo stesso alveo del torrente Fusandola, non potevano e non possono essere oggetto di edificazione, né costituire oggetto di diritti a favore di terzi”, Inoltre, l’area di Santa Teresa “è riconosciuta di interesse nazionale circa gli
interessi della sicurezza dello Stato – aggiunge la nota – e della navigazione marittima, con apposito decreto ministeriale del 1998”. Italia Nostra Salerno informa che “è stato chiesto un intervento ancora una volta per avviare il processo penale sul Crescent per danni ambientali. Infatti, il processo penale di cui si attende la sentenza del Tribunale penale di Salerno, non ha riguardato i reati ambientali che peraltro non sono soggetti ad alcuna prescrizione”.

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