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Russia, la conferenza stampa di fine anno del presidente Vladimir Putin

Redazione by Redazione
19 Dicembre 2024
in Attualità, Notizie correlate
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Il leader del Cremlino ha risposto a 76 domande, di cui 14 sulla questione della guerra. Le domande sono arrivate da 33 rappresentanti dei Mass Media, tra cui blogger e moderatori, nonché da quasi 30 russi, tra cui una famiglia di Krasnodar. Inoltre, sono state poste domande da sei pubblicazioni straniere, anche da paesi considerati ostili da Mosca: Stati Uniti e Gran Bretagna.

Il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha tenuto la sua conferenza stampa di fine anno. Una lunga conferenza stampa che si è conclusa dopo quattro ore e mezza.

L’evento è stato trasmesso in diretta dalle stazioni televisive statali negli 11 fusi orari della Russia. La maggior parte dei giornalisti e delle persone comuni che hanno telefonato in studio per fare domande hanno chiesto informazioni su riparazioni stradali, prezzi delle utenze, manutenzione delle case, servizi medici, sussidi governativi per le famiglie e altre questioni economiche e sociali.

Il leader del Cremlino ha risposto a 76 domande, di cui 14 sulla questione della guerra. Le domande sono arrivate da 33 rappresentanti dei Mass Media, tra cui blogger e moderatori, nonché da quasi 30 russi, tra cui una famiglia di Krasnodar. Inoltre, sono state poste domande da sei pubblicazioni straniere, anche da paesi considerati ostili da Mosca: Stati Uniti e Gran Bretagna.

 moderare l’evento il corrispondente militare di Perviy Kanal della tv di Stato russa Dmitry Kulko, e la giornalista di Vhtrk Aleksandra Suvorova.

“In Ucraina non ci serve un cessate il fuoco ma una pace duratura”

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che a Mosca non serve un cessate il fuoco con l’Ucraina ma “una pace a lungo termine, duratura e con garanzie per la Federazione Russa e i suoi cittadini”, mentre una tregua – afferma sempre Putin – potrebbe consentire ai soldati ucraini di “riposarsi, procurarsi gli equipaggiamenti e le munizioni necessarie” e “impegnarsi nella formazione, nella riqualificazione e nel rafforzamento del personale”.

È lo stesso Putin che dichiara che la Russia avrebbe dovuto decidere di intervenire in Ucraina prima del febbraio del 2022: “se potessi guardare alla situazione nel 2022, sapendo cosa sta succedendo ora, avrei pensato che la decisione presa all’inizio del 2022 avrebbe dovuto essere presa prima. Questa è la prima cosa – sottolinea Putin -. E in secondo luogo, sapendo questo, avremmo dovuto semplicemente iniziare a prepararci per questi eventi, inclusa l’operazione militare speciale”.

“La Russia è pronta a firmare accordi di pace con qualsiasi autorità legittima in Ucraina, persino con Volodymyr Zelensky, ma le attuali autorità di Kiev non sono legittime“, ha dichiarato Putin. “Se ci saranno elezioni – ha aggiunto il presidente russo– se qualcuno diventerà legittimo, parleremo con tutti, incluso Zelensky. Se l’Ucraina vuole davvero intraprendere il cammino verso una soluzione pacifica, può certamente farlo. Ma possiamo firmare accordi di pace solo con chi è legittimo. E la Rada – il Parlamento ucraino – e il presidente della Rada sono legittimi“

Putin: nonostante tutto, simpatia reciproca con l’Italia

“Nonostante quello che succede ora, noi percepiamo nella società italiana una certa simpatia per la Russia, così come noi l’abbiamo per l’Italia”, ha detto Putin rievocando i suoi rapporti con Silvio Berlusconi. Era una persona “molto calda nei rapporti, molto operosa, molto tenace”, ha affermato il capo del Cremlino, sottolineando che il Cavaliere “ha fatto molto” per “lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Russia”. Oltre a Berlusconi Putin ha nominato l’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl e l’ex presidente francese Jacques Chirac come i politici con cui si siederebbe “a bere un the”. “Hanno contribuito allo sviluppo dei rapporti con la Federazione russa”, ha spiegato il leader del Cremlino durante la sua conferenza stampa di fine anno, aggiungendo che si tratta di leader “da cui ha imparato molto“.

L’economia russa, secondo Putin

In prima battuta, Putin ha rivendicato che l’economia russa è al primo posto in Europa e al quarto nel mondo. Ha aggiunto: “È un’economia stabile nonostante le minacce esterne”.

“Le istituzioni finanziarie ed economiche internazionali hanno posizionato la Russia al primo posto in Europa per volume economico e al quarto posto a livello globale per parità di potere d’acquisto. Davanti a noi ci sono Cina, Stati Uniti e India. Abbiamo superato la Germania già lo scorso anno e quest’anno abbiamo lasciato il Giappone dietro di noi. Tuttavia, questo non è un indicatore per ‘addormentarci’ o adagiarci. Tutto si sta sviluppando, tutto sta procedendo attivamente”, ha affermato il presidente.

Poi, una preoccupazione per Putin: “Proprio ieri, mentre mi stavo preparando per l’evento di oggi, ho parlato con la presidente della  Banca Centrale che mi ha detto che l’inflazione si aggira intorno al 9,2-9,3 per cento”, ha detto Putin, definendolo un segnale allarmante, compensato però dal fatto che i salari sarebbero a suo dire “cresciuti del 9 per cento in termini reali”.

La regione di Kursk e la guerra in Ucraina

Putin ha ammesso di non sapere quando le truppe di Mosca riprenderanno il pieno controllo della regione di Kursk, al confine con l’Ucraina. La regione è stata presa d’assalto dalle forze di Kiev a inizio agosto e parzialmente occupata. “Li cacceremo fuori senza dubbio. Assolutamente. Non può essere altrimenti. Su una data specifica, mi dispiace, non posso dirlo al momento”, ha affermato.

Sul fronte ucraino, secondo Putin, la Russia “si sta muovendo verso i principali obiettivi”, delineati all’inizio dell’operazione militare speciale“. Lo riporta Ria Novosti. “Lungo tutta la linea del fronte si stanno verificando avanzamenti, i combattenti russi stanno riconquistando chilometri quadrati di territorio ogni giorno – ha detto – le capacità delle forze armate stanno aumentando”.

“Tutti combattono, nel senso letterale della parola, eroicamente, e in questo momento auguriamo a tutti, sia a quelli che lottano nella regione di Kursk che a quelli che combattono lungo tutta la linea del fronte, buona fortuna, con la vittoria e il ritorno a casa”.

In risposta a una domanda di un giornalista americano, Putin ha detto che “il regime di Kiev ha ripetutamente commesso attacchi terroristici contro molti cittadini della Russia. Questo vale ora per Kursk, per la regione di Kursk, dove sparano contro i civili, e per altri territori della Russia. Hanno ucciso giornalisti, i vostri colleghi, e commesso atti terroristici contro i giornalisti. Non abbiamo mai sentito parole di condanna di tali attacchi terroristici dal corpo giornalistico occidentale”. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

La sfida all’Occidente

Non è mancato un cenno al “duello tecnologico” con gli Stati Uniti e i Paesi dell’Ue, relativo al nuovo missile russo balistico ipersonico Oreshnik per dimostrare che non può essere abbattuto dalle difese aeree occidentali.

“Possono designare un obiettivo a Kiev, e vedere se riescono ad abbatterlo, vorremmo veramente fare questo esperimento”, ha affermato Putin, aggiungendo che il missile ha ora una gittata di 5.500 chilometri.

“Non c’è alcuna possibilità per il nemico di abbattere o distruggere facilmente il missile ipersonico russo Oreshnik”, ha detto Putin, aggiungendo che “nemmeno i sistemi antimissile posizionati sul territorio polacco riusciranno a fermarlo”.

Putin, Trump e Assad

Il presidente russo ha detto di essere pronto a incontrare il presidente eletto americano Donald Trump sottolineando di non avere parlato con lui per “oltre quattro anni”.

Interrogato sull’ex presidente siriano Assad volato in Russia dopo il rovesciamento del suo regime, Putin ha dichiarato di non averlo incontrato, ma conta di farlo.

Sugli equilibri geopolitici in Siria e sugli interventi di Mosca, ha poi commentato: “La Russia è intervenuta militarmente in Siria affinché non si creasse un’enclave terroristica, come quella in altri Paesi, ad esempio in Afghanistan” ma i recenti accadimenti, fra cui la caduta di Bashar al Assad, non sono “una sconfitta”

“In generale, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi”, ha detto Putin. “Voi (i giornalisti occidentali) volete presentare tutto ciò che sta accadendo in Siria come una sorta di fallimento, una sconfitta per la Russia, vi assicuro che non è così”, ha detto Putin.

Putin ha detto che non sa ancora se la Russia manterrà le sue basi militari in Siria, perché ciò dipenderà dai rapporti con le nuove autorità. “Dobbiamo vedere come si svilupperanno le nostre relazioni con quelle forze politiche che ora controllano e controlleranno la situazione in questo Paese in futuro. I nostri interessi devono coincidere”.

Mosca manterrà i rapporti con i Paesi e i gruppi della regione e ha chiesto che la base aerea di Khmeimim venga usata per convogliare aiuti umanitari.

Tags: conferenza stampa fine annovladimir putin
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