Renzi vuole lasciare la gestione delle Autostrade nelle mani dei Benetton

Italia Viva voterà contro la revoca della concessione. Fassina di Liberi e Uguali: “Chi si oppone alle revoche, dovrebbe leggersi la documentatissima Deliberazione della Corte dei Conti del 18 dicembre scorso”

Matteo Renzi vuole lasciare la gestione della rete autostradale nelle mani dei privati e alla lobby dei Benetton. Significativa l’intervista concessa al Messaggero: “Sulla revoca delle concessioni abbiamo già votato contro in Consiglio dei Ministri. Voteremo contro in Parlamento. Perché punire chi ha sbagliato sul Morandi o altrove è sacrosanto. Fare invece leggi improvvisate che fanno fuggire gli investitori internazionali è un assurdo”. A Renzi ha replicato Stefano Fassina deputato di Liberi e Uguali, promotore del movimento Patria e Costituzione. “Le autostrade sono un monopolio naturale. La gestione privata ha determinato e determina, ovunque, senza eccezioni, aumento delle tariffe, investimenti minimi e mega rendite ai privati – ha sottolineato Fassina – Chi si oppone alle revoche, come ancora una volta oggi Matteo Renzi, dovrebbe leggersi la documentatissima Deliberazione della Corte dei Conti del 18 dicembre scorso”. “In particolare, dovrebbe studiare il Capitolo IV paragrafo 3: ‘Le clausole di favore delle concessioni’. Inoltre, dovrebbe dare un occhiata alle tabelle. Scoprirebbe, ad esempio, che, dal 2012 al 2017, grazie all`aumento delle tariffe (salite del 14% rispetto a un`inflazione a zero) e al dimezzamento degli investimenti annui (-54%, da 2,063 miliardi a meno di un miliardo), l`utile netto dei rentier nostrani (i soci di Atlantia in primis) è schizzato del 55% fino ad arrivare 1,6 miliardi nel 2017, con una media annua del +10%. Per poter garantire controlli adeguati, servirebbero risorse economiche e professionali enormi e una capacità manageriale e una resistenza alle pressioni private non inferiore a quanto richiesto per una gestione diretta efficiente. Nessun settore dell`economia legale raggiunge tali vette senza alcun rischio. La norma inserita nel Decreto Milleproroghe è soltanto un primo passo, insufficiente: è la gestione privata che va eliminata a meno di non voler continuare a nutrire interessi fortissimi a scapito dell`interesse pubblico, con il paravento di presunti diritti acquisiti che in realtà sono immorali privilegi, ossia truffe legalizzate a danno dei cittadini”, ha concluso Fassina.

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