Napoli, il Collana riaperto: è subito protesta per il caro prezzi

In rivolta sui social i runners, da 3 anni in attesa di utilizzare la pista: 160 euro per l’abbonamento semestrale full time, 40 il costo mensile. Marino, consulente della concessionaria Giano: “Le tariffe rispondono a criteri di mercato, ma calmierati. La nuova offerta è diversa dal passato, quando lo stadio era senza servizi”

Allo stadio Collana di Napoli riapre l’atletica dopo 3 anni, sulla pista nuova, ma scoppia subito il malumore per le tariffe. Un’ondata di proteste viaggia sui social, tra gli appassionati, per i prezzi stabiliti da Giano srl, concessionaria dell’impianto. “Vergogna” il commento più gettonato, ma non manca “assurdità”. Anche tra i più cauti serpeggiano perplessità. Si parla dell’offerta personalizzata, per cui non serve tesserarsi con una società, né frequentare i corsi con istruttori federali. Gli abbonamenti della fascia mattino – dalle 7 alle 13 lunedì-venerdi, fino alle 14 sabato e domenica (ingresso entro le 13) – variano dai 20 euro mensili, ai 90 semestrali (gennaio-giugno), passando per i 55 trimestrali. L’abbonamento full comprende cinque fasce tariffarie: il mensile costa 35 euro fino al 15 marzo e 40 dal 16 marzo al 10 giugno; il trimestrale 100 euro fino al 15 marzo, 110 nel periodo 16 marzo-15 aprile; per il semestrale si spendono 160 euro. A questo vanno aggiunti i 20 euro di tesseramento Fidal obbligatorio, e i 5 euro per il badge. Ed essendo tassativo presentare il certificato medico agonistico (per gli over 12), c’è la possibilità di ottenerlo in sede, pagando altri 20 euro. Insomma: è la privatizzazione, bellezza. Da notare che le tessere trimestrali possono sottoscriversi entro il 1 aprile, quelle semestrali non oltre il 15 gennaio. Uno dei rebus è l’impianto di illuminazione, di cui lo stadio è ancora sprovvisto, in attesa del completamento dei lavori. Per adesso si procede con alcuni faretti intorno alla pista. A gennaio e febbraio la chiusura è fissata, rispettivamente, alle 17 e alle 17.45. Ma con l’allungarsi delle giornate, l’orario viene esteso, arrivando alle 21 nel mese di giugno. In tanti si chiedono se basteranno le luci oggi disponibili. Tra i runners napoletani, in febbrile attesa della riapertura, prevale lo scetticismo. C’è chi pronostica una risposta tiepida nelle iscrizioni. Quasi tutti si lamentano per il caro prezzi. Considerando anche le difficoltà di usufruire dell’abbonamento mattutino, più economico, ma valido in un orario consacrato al lavoro. E c’è chi chiede l’intervento della Regione, proprietaria dello stadio. Ai molti dubbi prova a rispondere Maurizio Marino, storico nome dello sport cittadino, consulente Giano per l’area atletica leggera. Il tariffario? “Risponde a criteri di mercato, ma certamente calmierati – afferma-. Basta vedere i prezzi rispetto a una palestra del Vomero, con un’offerta di una disciplina simile e un’offerta e orari molto più ampi. Dal prossimo anno, quando ci sarà l’illuminazione completa, avremo la possibilità di essere aperti dalle 7 alle 22, sabato incluso, come si fa in tutta Europa”. Preso atto delle proteste, Marino invoca una visione pragmatica. “I prezzi sono certamente diversi da quelli del passato, ma – sostiene – nel passato l’offerta era quella di uno stadio fatiscente e senza servizi. Ora è cambiato qualcosa, c’è una qualità diversa come carattere di ospitalità. Gli spogliatoi sono più che decorosi, come le palestre di alto livello”. Il consulente Giano promette di cercare “comunque l’inclusione”. E rammenta la qualità della pista, rifatta per le Universiadi. Una struttura morbida e “ammortizzante”, la vera attrazione del Collana. “Ci si alleneranno i nazionali” spiega. Presenze di prestigio per il rinnovato impianto del Vomero. Ma almeno loro, ovviamente, non dovranno sborsare nulla.

Gianmaria Roberti

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest