Referendum, naufraga il tentativo di rinvio: figuraccia del governo

Alfano aveva lanciato l’amo alle opposizioni: “L’esecutivo non lo chiederebbe, ma se ci fosse disponibilità sarebbe da prendere in considerazione”. Ma lo gela il no di Forza Italia. Palazzo Chigi prova a metterci una toppa: “Ipotesi smentita dall’agenda di Renzi”

Un ballon d’essai lanciato per sondare l’ipotesi di un rinvio del referendum costituzionale, ufficialmente a causa del sisma nel centro Italia. Un’idea naufragata subito, perché respinta al mittente dagli ex alleati per le riforme. Il governo ci ha provato a spostare ancora la data della consultazione, per bocca di Angelino Alfano. Ma appena la proposta è caduta nel vuoto, è filtrata la smentita di Palazzo Chigi. Fonti della presidenza del consiglio smentiscono “categoricamente” l’ipotesi del rinvio del referendum, “così come emerge dai riflessi di stampa”. “Ne è dimostrazione – sottolineano le stesse fonti all’Ansa – l’agenda di Matteo Renzi che domani sera alle 21 sarà a una manifestazione di campagna elettorale a Padova”. Più tardi è lo stesso premier a sfilarsi.”L’ipotesi dello spostamento del referendum non esiste – dichiara Renzi a Radio24 – Non perdiamo tempo in queste vicende. Trovo che questo dibattito sia abbastanza surreale: pur di non parlare del merito del referendum, una volta a settimana si trova un argomento a piacere”.

 

LA SORTITA DI ALFANO E LO STOP DI FI – Intanto però, il progetto di rinviare il referendum albergava nell’esecutivo. A farsene portavoce il ministro degli Interni. “Il governo – spiegava Alfano ai microfoni di Rtl, parlando del terremoto – non farà alcuna richiesta di rinviare il referendum ma qualora una parte della opposizione fosse disponibile a valutare un’ipotesi di questo genere io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione”. Chi era il destinatario del messaggio?

“Ritengo che – aggiunge Alfano – la cultura di governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia che sta nel Partito Popolare Europeo e che è guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L’Aquila, conosce bene quanto diventi prioritario rispetto a tutto, quanto diventi indispensabile recarsi sui luoghi del sisma, e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito”.

Ma a gelare il ministro degli interni arriva la risposta dei berluscones. “Ipotesi folle” dichiara Renato Brunetta. “In merito all’assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo – afferma il capogruppo alla Camera – la posizione di Forza Italia è chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili. Non siamo disponibili a prendere in considerazione ipotesi che vanno annoverate sotto la voce fantapolitica”. E rincara Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi: “L’Italia – scrive su Facebook – è paralizzata da mesi da una campagna elettorale permanete voluta dal governo su queste riforme: è giunto il momento che gli elettori si esprimano”.

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