Lettera dell’azienda per presunte affermazioni non verificate a È sempre Cartabianca: si accende lo scontro su Report
La Rai ha inviato un richiamo formale a Sigfrido Ranucci dopo le affermazioni fatte dal conduttore di Report durante una sua ospitata a È sempre Cartabianca, su Rete 4. Al centro della contestazione c’è un passaggio della trasmissione in cui il giornalista ha riportato, specificando che si trattava di una testimonianza non ancora verificata, un’indiscrezione riguardante il ministro della Giustizia Carlo Nordio e un presunto soggiorno in Uruguay presso il ranch di Giuseppe Cipriani, imprenditore e compagno di Nicole Minetti.
Nel corso della stessa puntata, la ricostruzione è stata immediatamente respinta in diretta dal ministro, intervenuto telefonicamente. Carlo Nordio ha negato con decisione qualsiasi collegamento con quanto raccontato, sostenendo di non aver mai incontrato Giuseppe Cipriani durante il viaggio istituzionale in Sudamerica avvenuto nel marzo 2025. Il ministro ha definito le affermazioni prive di fondamento e lesive della propria reputazione, lasciando intendere la possibilità di ricorrere a vie legali.
A seguito dell’episodio, l’azienda di viale Mazzini ha formalizzato la propria posizione attraverso una comunicazione interna firmata dal direttore dell’Approfondimento Paolo Corsini. Nella lettera viene contestato a Ranucci l’aver dato spazio a informazioni non suffragate da riscontri, ritenute potenzialmente dannose per l’immagine non solo dei programmi d’inchiesta, ma dell’intero servizio pubblico radiotelevisivo.
Il documento aziendale sottolinea inoltre come le dichiarazioni del conduttore siano state smentite in tempo reale dall’interessato e richiama l’attenzione sugli obblighi deontologici dei dipendenti Rai. Tra questi, la necessità di garantire accuratezza, verifica delle fonti e tutela della reputazione delle persone coinvolte, con particolare riguardo alle figure istituzionali.
Secondo alcune indiscrezioni circolate successivamente, la dirigenza Rai starebbe inoltre valutando di non farsi carico di eventuali spese legali nel caso in cui il ministro Carlo Nordio decidesse di procedere con una querela, motivando tale scelta con il fatto che la partecipazione di Sigfrido Ranucci alla trasmissione non era legata alla conduzione editoriale di Report, ma alla promozione di un libro.
Dal canto suo, il giornalista ha affidato ai social la propria replica, dichiarando di aver appreso la notizia attraverso l’agenzia Ansa prima ancora di aver ricevuto comunicazioni ufficiali. Sigfrido Ranucci ha comunque ribadito di non temere eventuali azioni giudiziarie, rivendicando il valore della libertà di informazione e definendola un principio irrinunciabile.
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, che ha giudicato il richiamo un atto particolarmente grave, annunciando richieste di chiarimento all’azienda. La senatrice ha espresso preoccupazione per il clima attorno al programma e ha criticato l’ipotesi di mancata copertura legale.
Posizione condivisa anche da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle in Vigilanza Rai, tra cui Dario Carotenuto, Dolores Bevilacqua, Anna Laura Orrico e Gaetano Amato, che hanno parlato di un contesto di crescente pressione sul servizio pubblico e sul giornalismo d’inchiesta, sostenendo che la vicenda sollevi interrogativi più ampi sul rapporto tra informazione, politica e libertà editoriale.
Nino Stella

