Attentati ai treni in Russia, esplosioni, vittime e accuse incrociate. Il presidente russo punta il dito contro l’Ucraina e i suoi sponsor occidentali: “Stanno usando il terrore come strategia di guerra”
Una lunga e durissima dichiarazione è arrivata da Vladimir Putin nel corso di una riunione con i membri del governo russo. Il presidente ha accusato apertamente l’Ucraina di aver organizzato una serie di attentati “terroristici”, mirati a colpire infrastrutture ferroviarie nelle regioni di Bryansk e Kursk, provocando vittime civili e danni ingenti.
“Quanto avvenuto – ha dichiarato Putin – non può essere definito altrimenti che terrorismo. Il crollo del ponte nella regione di Bryansk ha colpito un treno passeggeri, causando sette morti e oltre cento feriti. Questo è un attacco diretto contro i civili, vietato dal diritto internazionale”.
Secondo il Comitato Investigativo russo, guidato da Aleksandr Bastrykin, “i tre attacchi sono stati organizzati dai servizi speciali ucraini, utilizzando esplosivi al plastico di fabbricazione straniera e tecnologie ucraine come le unità di controllo LORA”. In uno dei punti colpiti, riferisce il quotidiano Kommersant, è stato ritrovato un ordigno inesploso con 10 kg di C-4 di origine americana.
Putin: “Kiev non vuole la pace, vuole solo più guerra”
Il presidente russo ha anche chiuso la porta a qualsiasi trattativa con il governo Zelensky, definendolo “illegittimo e ormai degenerato in un’organizzazione terroristica”.
“Come si può negoziare con chi organizza attentati contro la popolazione civile? Una tregua, oggi, verrebbe utilizzata da Kiev solo per rifornirsi di armi occidentali, per proseguire la mobilitazione forzata e preparare nuovi attacchi. Questo non è un partner negoziale, è un soggetto terrorista”.
Putin ha affermato che Kiev “rifiuta ogni tregua, persino quella umanitaria di 2-3 giorni proposta da Mosca”, e che il rifiuto non sorprende affatto il Cremlino. Inoltre, secondo fonti russe, l’esercito ucraino starebbe subendo pesanti perdite su tutto il fronte e “ricorrerebbe al terrorismo per tentare di compensare la disfatta militare”.
Il coinvolgimento occidentale secondo Mosca: “Londra e Washington complici”
Il vice ministro degli Esteri Sergej Rjabkov è stato ancora più diretto: “I partner occidentali di Kiev, in particolare il Regno Unito e gli Stati Uniti, devono rispondere delle loro responsabilità. Forniscono armi, informazioni e copertura politica. È ora che Londra e Washington dicano chiaramente se condannano o meno questi attacchi terroristici”.
Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, ha rincarato la dose: “L’Occidente non ha mai condannato un singolo atto terroristico del regime di Kiev. Non solo fornisce armi, ma anche coordinate, intelligence e sostegno politico. Tutto questo rende i governi occidentali complici di una campagna terroristica contro la Russia”.
Attacco alle basi aeree e scambio telefonico Putin-Trump
In questo clima teso, anche il presidente americano Donald Trump ha avuto un colloquio telefonico con Putin. “Abbiamo parlato degli attacchi agli aerei russi. È stata una conversazione franca ma non risolutiva”, ha scritto Trump su Truth Social. Secondo il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, Trump avrebbe assicurato a Putin che non era a conoscenza di alcun piano ucraino per colpire le basi aeree russe.
Doppio standard dell’Occidente? Il Cremlino: “Non un solo rimprovero a Zelensky”
I dirigenti russi denunciano l’ipocrisia delle cancellerie europee e americane. Secondo Mosca, né i sabotaggi al gasdotto Nord Stream, né l’uccisione di Daria Dugina, né i tre attacchi al ponte di Crimea, né ora gli attentati ferroviari sono stati oggetto di vera condanna da parte dei governi occidentali.
“Il silenzio è assordante e parla chiaro: Zelensky gode di totale immunità, anche quando compie atti gravissimi e violenti. Ma il mondo sta cambiando – dicono fonti russe – e questi doppi standard non potranno reggere a lungo”.
Verso una nuova escalation
Il quadro delineato da Mosca è chiaro: l’Ucraina e i suoi alleati vengono accusati di aver oltrepassato ogni limite, sostituendo la guerra convenzionale con il terrorismo, e rifiutando ogni ipotesi di dialogo. Da parte russa, si prepara una risposta coordinata, che sarà discussa al prossimo Consiglio di Sicurezza presieduto da Putin.
Il rischio è un ulteriore passo verso una escalation irreversibile. In mezzo, ancora una volta, i civili.
Red

