Oggi pomeriggio al Vomero la manifestazione a sostegno dei referendum dell’8 e 9 giugno. L’appello straziante di Simona Esposito, madre di Patrizio Spasiano: “Fatelo per il loro futuro”. Landini: “Non è un voto sulla Cgil, è un voto sulla dignità del lavoro”.
Oggi pomeriggio, nel cuore del Vomero, quartiere simbolo della Napoli popolare e resistente, una folla compatta si è radunata per chiedere cinque Sì al referendum sul lavoro. Ma a rendere questa manifestazione indimenticabile è stata la voce, rotta ma potente, di Simona Esposito, madre di Patrizio Spasiano, il giovane tirocinante morto sul lavoro lo scorso 10 gennaio alla Frigo Caserta, a soli 24 anni.
“Andate a votare per i vostri figli, per i vostri nipoti. Patrizio era uno di loro. Fatelo per il loro futuro” ha detto davanti a centinaia di persone con il coraggio di una madre che ha trasformato il dolore in lotta. La sua testimonianza ha scosso i presenti, diventando il simbolo di una battaglia più grande: quella per un lavoro sicuro, stabile, dignitoso. Per un’Italia che non dimentichi.
Cinque Sì per spezzare le catene della precarietà
La manifestazione ha riunito sindacati, cittadini, studenti e lavoratori, accomunati da un’unica convinzione: le leggi che regolano oggi il mondo del lavoro vanno cambiate. I cinque quesiti referendari che si voteranno l’8 e il 9 giugno puntano a cancellare norme che hanno legalizzato sfruttamento, come i contratti a termine infiniti, i subappalti selvaggi e l’alternanza scuola-lavoro non retribuita.
Landini: “Non è un referendum su di me, è un voto sul Paese che vogliamo”
A chiusura della manifestazione, è intervenuto Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, che ha voluto rispondere ai tentativi di delegittimare il referendum:
“Non abbiamo promosso questo referendum per fini politici. Non è su di me, non è sulla Cgil. È sul diritto di lavorare senza morire” – ha detto con forza.
“Chi invita a non votare, chi semina paura sul quorum, è chi non vuole cambiare nulla. Noi invece stiamo dicendo basta: basta precarietà, basta sfruttamento, basta silenzi”

Landini ha poi sottolineato che né il Governo né l’opposizione rappresentano oggi la maggioranza del Paese, e che il raggiungimento del quorum manderebbe un segnale fortissimo: i cittadini vogliono un cambiamento reale.

Una madre, un figlio, un Paese intero
Oggi al Vomero non si è parlato solo di leggi. Si è parlato di vite. Di nomi, di volti, di giovani come Patrizio Spasiano che non possono più parlare, ma che gridano attraverso le voci di chi resta. Simona Esposito non ha chiesto vendetta, ha chiesto memoria, impegno, partecipazione. Ha chiesto che nessun altro debba morire “per imparare un lavoro”.
Il suo appello non può restare inascoltato. L’8 e il 9 giugno, votare non è solo un diritto: è un dovere verso il futuro. Cinque Sì per non dimenticare. Cinque Sì per cambiare. Cinque Sì per Patrizio.
Ciro Crescentini

