Il presidente russo rievoca il colpo di stato del 2014 come momento chiave del conflitto
Durante il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), tenutosi nella città cinese di Tianjin, il presidente russo Vladimir Putin è tornato a delineare la narrativa del Cremlino sulle origini del conflitto in Ucraina, attribuendo precise responsabilità all’Occidente.
Secondo Putin, due sarebbero le principali cause della guerra. La prima, afferma, risalirebbe al 2014: “La crisi è scoppiata a seguito del colpo di Stato a Kiev, che fu provocato e sostenuto dalle potenze occidentali”, ha dichiarato. Si riferisce agli eventi di Euromaidan, che portarono alla destituzione dell’allora presidente Viktor Yanukovych.
La seconda causa, secondo il capo del Cremlino, riguarda “i continui tentativi dell’Occidente di trascinare l’Ucraina nella NATO”. Putin ha ribadito che l’espansione dell’Alleanza Atlantica verso est viene percepita da Mosca come “una minaccia diretta alla sicurezza nazionale russa”.
Il vertice SCO, che riunisce Paesi dell’Eurasia tra cui Cina, India e Iran, è stato l’occasione per Putin di rafforzare le alleanze politiche al di fuori dell’influenza occidentale, proponendo una visione multipolare dell’ordine mondiale.
Alma
