Sotto accusa le delibere del 27 agosto su tariffe e privatizzazione del servizio idrico
Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea (Prc-Se) sta valutando la possibilità di presentare un ricorso al TAR contro le delibere adottate lo scorso 27 agosto dal Comitato esecutivo dell’Ente Idrico Campano (EIC), che hanno disposto l’aumento delle tariffe idriche in Irpinia e l’ingresso di soggetti privati nella gestione del servizio nel territorio di Caserta.
Secondo il Prc-Se, tali deliberazioni sarebbero da ritenersi illegittime, in quanto assunte in violazione delle norme sulle quote di genere, previste dalla legge per garantire la rappresentanza paritaria negli organi decisionali pubblici.
Ad annunciare l’iniziativa sono Elena Coccia (segretaria provinciale del Prc-Se), Rino Malinconico (segretario regionale) e Raffaele Tecce (membro della segreteria nazionale), che rendono nota anche la composizione del gruppo di lavoro incaricato di predisporre l’eventuale ricorso. Del team fanno parte il professor avvocato Alberto Lucarelli, l’architetta Valeria Spinelli e l’avvocata Elena Coccia.
«Il Partito della Rifondazione Comunista – si legge in una nota – ha partecipato il 27 agosto al presidio contro l’aumento delle tariffe idriche in Irpinia e contro l’ingresso del privato nella gestione dell’acqua nel dipartimento di Caserta», ricordano i rappresentanti del Prc-Se.
Durante quella mobilitazione, è stata avanzata la richiesta di rinviare ogni decisione a dopo le elezioni regionali previste per novembre. Tuttavia, il comitato esecutivo dell’EIC ha comunque proceduto con l’approvazione delle delibere.
«La legittima domanda che poniamo – spiega il comunicato – è se l’EIC abbia agito nel pieno rispetto della legalità, dato che le deliberazioni sono state adottate da un comitato non conforme alle disposizioni sulle quote di genere».
Il gruppo giuridico guidato da Lucarelli, con Spinelli e Coccia, è ora al lavoro per valutare se vi siano gli estremi per chiedere al Tribunale Amministrativo Regionale l’annullamento degli atti.
«La lotta contro la privatizzazione dell’acqua pubblica si fa anche così – conclude il comunicato – difendendo la legalità, la rappresentanza democratica e i diritti collettivi».
CiCre
