L’attenzione del pubblico ministero si concentra su incarichi indetti senza copertura statutaria. Il 30 settembre il Tribunale deciderà sui ricorsi di Manfredi.
La Procura di Napoli ha aperto un’indagine per peculato nell’ambito della gestione del Teatro San Carlo, storico ente lirico partenopeo fondato nel 1737, oggi al centro di una complessa vicenda giudiziaria e politica. Gli inquirenti stanno approfondendo in particolare la creazione, durante l’emergenza Covid, di ruoli dirigenziali non previsti dallo statuto della Fondazione che gestisce il teatro. L’indagine, originariamente seguita dal pm Fabrizio Vanorio — poi trasferito alla Procura Generale presso la Cassazione — è ora in attesa di riassegnazione all’interno della sezione reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppina Loreto.
Parallelamente, prosegue anche l’attività della Corte dei Conti, che da tempo osserva i conti del teatro, con il pm contabile Davide Vitale in prima linea.
A livello civile, tiene banco la nomina del nuovo sovrintendente Fulvio Macciardi, che ha spaccato il Consiglio di indirizzo della Fondazione, con i rappresentanti di Ministero della Cultura e Regione Campania che hanno messo in minoranza i delegati di Comune e Città Metropolitana di Napoli. Il sindaco Gaetano Manfredi, anche presidente della Fondazione, ha impugnato la nomina con due ricorsi. La decisione del Tribunale di Napoli è attesa per martedì 30 settembre. Intanto, i procedimenti sono stati riuniti dal presidente facente funzione Gianpiero Scoppa e affidati al giudice Marco Pugliese, suscitando dissensi tra i magistrati coinvolti.
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