Mobilitazioni e scioperi contro il blocco navale israeliano e il silenzio del governo italiano
Parte venerdì 26 settembre la mobilitazione permanente in solidarietà con il popolo palestinese: cento piazze italiane saranno occupate da presidi e accampamenti contro il genocidio in corso a Gaza e la complicità del governo italiano. Da Roma a Napoli, da Genova a Taranto, l’Italia si organizza dal basso per dire basta all’assedio e al silenzio istituzionale.
La scintilla è arrivata con l’attacco alla Global Sumud Flotilla, missione umanitaria internazionale diretta verso Gaza: navi sabotate in acque internazionali, passeggeri in pericolo e silenzio assordante da parte del governo. L’Unione Sindacale di Base ha proclamato lo stato di agitazione permanente e preannunciato uno sciopero generale senza preavviso in caso di nuove aggressioni.
A Taranto è stata bloccata una petroliera carica di carburante per l’aviazione israeliana. A Livorno e La Spezia, i presìdi portuali hanno fermato traffici di armamenti. Il Paese si mobilita mentre da Tel Aviv arriva una risposta provocatoria: “La Flotilla serve Hamas”, ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar, sostenendo che Israele avrebbe proposto soluzioni “pacifiche” per lo scarico degli aiuti a Cipro, Ashkelon e altri porti. Un tentativo di ribaltare la realtà e legittimare un blocco navale illegale, che da anni affama Gaza.
Gli attivisti della Flotilla hanno respinto queste narrazioni: “Non ci saranno altre soste tecniche per le nostre 50 barche, continueremo diretti fino a Gaza. Siamo consapevoli delle minacce, ma ci rendono solo più uniti. È il momento più critico, ma dobbiamo essere ottimisti: noi vinceremo perché abbiamo ragione”, hanno detto in una conferenza stampa.
A ribadire la determinazione della missione, Nkosi Zwelivelile Mandela, nipote di Nelson Mandela e membro della Flotilla, ha dichiarato: “Israele non ci intimidirà. Non fermeremo i nostri sforzi fino a che non si ferma il genocidio. Chiediamo ai governi di fare pressioni per fermare la violenza”.
Intanto, la Premier Meloni attacca le mobilitazioni, liquida la Flotilla come “pericolosa” e riduce lo sciopero a un attacco politico contro il governo. Ma chi bombarda Gaza ogni notte, chi chiude i valichi e annette la Cisgiordania non sono gli attivisti, bensì lo Stato d’Israele. Nessuna sanzione, nessuno stop agli accordi militari, nessun riconoscimento dello Stato di Palestina: solo fumo diplomatico e complicità attiva.
Le piazze non ci stanno. Il popolo salva il popolo. E intanto si prepara la manifestazione nazionale del 4 ottobre, Roma – Porta San Paolo, ore 14:30.
Ciro Crescentini

