Pozzuoli, scuole in ritardo, fondi insufficienti e centri d’accoglienza mai partiti: il punto dopo l’incontro con il Prefetto
Si è tenuto questa sera, presso la sede della Protezione Civile di Monterusciello, un nuovo incontro tra il Prefetto di Napoli, i sindaci e gli amministratori di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli, insieme ai rappresentanti dei comitati civici attivi sul territorio. Al centro del confronto, ancora una volta, la gestione dell’emergenza bradisismo e le tante criticità irrisolte che, a due anni dall’acuirsi del fenomeno, continuano a gravare sulla popolazione dei Campi Flegrei.
Durante l’incontro, le amministrazioni locali hanno condiviso in modo trasparente i dati aggiornati su sfollati, domande di contributo per le case inagibili, istanze di verifica della vulnerabilità sismica e lo stato dei cantieri pubblici. Tuttavia, come sottolineato con forza dai comitati, mancano ancora risposte concrete da parte dello Stato.
Riqualificazione edilizia privata: iter troppo complessi
Il primo nodo riguarda i fondi destinati alla messa in sicurezza delle abitazioni private. Nonostante le risorse statali previste, la misura non ha avuto la risposta sperata: le domande presentate sono inferiori rispetto al numero di potenziali beneficiari. I comitati denunciano iter complicati, controlli attivati solo su richiesta, contributi economici parziali e procedure scoraggianti per i cittadini. Un quadro che dovrebbe portare le istituzioni a un’attenta riflessione sull’efficacia delle attuali misure.
CAS in bilico: ancora nessuna proroga formale
Preoccupazione anche sul fronte del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). Il sindaco di Pozzuoli ha ribadito la richiesta al Governo di una proroga oltre il 31 dicembre 2025, per le famiglie sfollate a seguito del terremoto del maggio 2024, che non potranno rientrare a breve nelle loro abitazioni. Ma, al momento, non esistono documenti ufficiali che confermino questa estensione.
Centri di accoglienza: progetto fermo al palo
Altro tema caldo è la realizzazione degli hub di accoglienza per la popolazione, promessi più volte come alternativa sicura in caso di nuove scosse. A oggi, non c’è traccia concreta di queste strutture: nessun cronoprogramma certo, solo rinvii causati da rimpalli di competenze tra le varie strutture commissariali, vecchie e nuove.
“Speriamo – ha dichiarato un rappresentante dei comitati – che non ci sia mai bisogno di spiegare a cittadini fragili perché sono costretti a dormire di nuovo in auto”.
Scuole: ritardi e disagi per studenti e famiglie
La situazione è critica anche sul fronte scolastico. La gestione dei lavori di messa in sicurezza degli edifici scolastici, affidata al Commissario Straordinario Soccodato con il secondo Decreto Campi Flegrei (luglio 2024), sta mostrando ritardi significativi. I cantieri avviati nel precedente anno scolastico non sono ancora conclusi, i moduli provvisori in via Carlo Alberto Dalla Chiesa non sono stati attivati, e oltre mille studenti sono stati costretti a frequentare scuole diverse dalle proprie. Alcuni, come nel caso del plesso Lucrino, hanno già perso giorni di lezione.
La richiesta dei comitati: servono norme nuove e risorse vere
Al termine dell’incontro, è emersa con forza una richiesta unitaria: serve una svolta legislativa e operativa. I comitati e i movimenti civici chiedono che le istanze del territorio siano finalmente ascoltate dal Parlamento e dal Governo, e che si passi dalle parole ai fatti. Le proposte sono chiare: controlli strutturali su larga scala, procedure semplificate, finanziamenti adeguati per la messa in sicurezza, difesa dei servizi pubblici essenziali e tutela del tessuto sociale ed economico dei Campi Flegrei.
L’auspicio è che l’impegno del Prefetto di portare queste richieste ai vertici nazionali non resti lettera morta.
“Le istituzioni locali stanno facendo il possibile, ma senza strumenti adeguati e un deciso cambio di passo a livello centrale, non si potrà garantire la sicurezza e la dignità dei cittadini” – ribadiscono dal coordinamento civico “Pozzuoli Resiste“.
Alma

