Piano pandemico, Roberto Speranza nella bufera: la Guardia di Finanza al ministero della Salute

I militari, come si evince dall’ordine di esibizione firmato dai pm bergamaschi, si sarebbero fatti consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017 e che si suppone possa essere un copia-incolla di quello del 2006

Il ministro della Salute, Roberto Speranza (Sinistra-Liberi e Uguali) finisce nell’occhio del ciclone. La Guardia di Finanza ha messo a setaccio la sede del Ministero a Trastevere e all’Eur su mandato della Procura di Bergamo per acquisire tutta la documentazione dal 2006 ad oggi sul mancato aggiornamento del piano pandemico e sulla sua applicazione all’inizio della prima ondata Covid-19. I militari, come si evince dall’ordine di esibizione firmato dai pm bergamaschi, si sarebbero fatti consegnare documentazione cartacea ed elettronica relativa al piano pandemico nazionale del 2017 e che si suppone possa essere un copia-incolla di quello del 2006

 Le fiamme gialle si sono presentate anche agli uffici di Claudio D’Amario, oggi al Dipartimento sanità abruzzese ma Direttore della Prevenzione nazionale a inizio epidemia, della ASST di Bergamo e in Regione Lombardia. Le ipotesi di reato sono epidemia colposa e falso.

In concomitanza con le convocazioni in Procura di numerosi dirigenti del Ministero e dello stesso ministro Speranza, avvenute negli scorsi giorni, segnali di nervosismo circolavano a Lungotevere Ripa: alcuni osservatori hanno letto l’indicazione ministeriale del 2009 come prima data di aggiornamento del piano pandemico, trapelata con una bozza confidenziale, come un modo di scaricare le responsabilità su Ranieri Guerra, ex DG Prevenzione e oggi numero due dell’OMS.

A sua volta Ranieri Guerra aveva detto all’Agenzia Agi  che il governo già nei primi mesi del 2020 aveva a disposizione un Piano anti-Covid, smentendo il CTS che aveva parlato di semplici scenari. Fonti interne raccontano di una frenetica attività durante le feste natalizie per redigere un nuovo piano pandemico. L’acquisizione di documenti interni e riservati potrebbe portare a una svolta nelle indagini e fare luce su quanto accaduto nelle prime settimane del 2020, inchiodando i responsabili di eventuali mancanze.

Sono sorpreso ma non so davvero nulla, in questo momento sono a Ginevra“: così Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha detto all’Adnkronos Salute commentando le perquisizioni quanto accaduto. “Non so assolutamente nulla e nessuno mi ha contattato”, aggiunge Guerra che nega anche nuovi incontri a breve con la procura.

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