Mozioni e ordini del giorno che come sempre in parte saranno approvati per effetto degli accordi consociativi, altri ritirati durante la notte.
Solita e rituale maratona notturna del Consiglio comunale di Napoli per l’approvazione del bilancio di previsione. Cambiano i sindaci, le giunte comunali e i consiglieri comunali ma la maratona rimane. Anche per il documento contabile 2025-2027 sono previsti i soliti “giochetti delle parti” che coinvolgono i consiglieri comunali della maggioranza e dell’opposizione. L’aula i cui lavori sono iniziati alle 16 sta discutendo la nota di aggiornamento al Dup rispetto al quale sono state depositate, al banco della Presidenza, decine di mozioni e ordini del giorno, in prevalenza da parte di Forza Italia. Mozioni e ordini del giorno che come sempre in parte saranno approvati per effetto degli accordi consociativi, altri ritirati durante la notte.
Intanto, nella prossima primavera, quando ci sarà l’assestamento di bilancio, sarà sancito un ulteriore aumento della Tari con inevitabili effetti nelle bollette dei napoletani a meno che non si decida di utilizzare nuovamente la tassa di soggiorno, come fatto lo scorso anno, che ha permesso di neutralizzare in parte gli aumenti medi con un bonus di 32 euro riconosciuto a chi era in regola con i pagamenti.
“Ridurre la Tari è uno dei nostri obiettivi, ma per farlo dobbiamo da un lato diminuire l’evasione, e lo stiamo facendo, e dall’altro avere un ciclo dei rifiuti più economico”. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine della seduta di Consiglio comunale. Manfredi ha ricordato che “noi abbiamo un ciclo dei rifiuti che per la mancanza di impianti in Campania è molto costoso perché molto del materiale è portato fuori regione” ed ha evidenziato che “è nostro obiettivo non solo garantire più efficienza nella raccolta, ma soprattutto avere un ciclo integrato che gestisca sia la materia seconda della differenziata, e dunque anche l’umido, e l’indifferenziato in maniera più efficiente che è pre-requisito per ridurre la Tari perché ad oggi la norma prevede che tutto il costo sia gravato sugli utenti”
Una riduzione “drastica e importante” del disavanzo pari a un miliardo in tre anni è uno dei dati principali del bilancio di previsione 2025-2027 indicati dall’assessore del Comune di Napoli, Pier Paolo Baretta, illustrati in aula del documento contabile.
Baretta ha ricordato che all’atto dell’insediamento dell’amministrazione guidata dal sindaco Manfredi il disavanzo era pari a 5 miliardi ed ha posto l’accento sul fatto che portare in aula il bilancio a gennaio rappresenta per la città di Napoli “una novità, considerando che gli anni scorsi il provvedimento arrivava all’attenzione del Consiglio addirittura in estate e, dunque, nella seconda metà dell’anno”. “Portare il bilancio in aula ora – ha sottolineato – significa avere un quadro previsionale certo”.
Tra i punti chiave evidenziati, anche l’aver ridotto da 200 a 30 giorni i tempi di pagamento dei fornitori. “Questi elementi – ha detto Baretta – ci dicono che siamo sulla strada giusta. Sappiamo che c’è ancora molta strada da fare, ma la direzione impostata è corretta e la prova è stata data dall’approvazione da parte della Corte dei conti del piano di risanamento che prevede l’uscita definitiva dal buio nel 2032″.
Tra gli elementi principali del bilancio, per complessivi 6 miliardi, di cui quasi un miliardo e quattrocento di entrate, 107 milioni di entrate arrivano dall’Irpef, un dato che Baretta ha definito “interessante perché l’incasso aumenta in percentuale più dell’aumento della tassa e ciò significa che c’è una minore evasione o un aumento del reddito in città”.
Sono 12 i milioni di incasso derivanti dalla tassa di imbarco e 21,5 i milioni derivanti dalla tassa di soggiorno, con un incremento previsto di altri 9 milioni che sarà inserito nella manovra di assestamento di marzo. Per quanto riguarda le prospettive d’investimento, le risorse derivanti dal finanziamento chiesto alla Banca Europea di Investimenti e quelle provenienti dal recupero dei “mutui dormienti”, complessivamente pari a circa 80-90 milioni di euro, saranno destinate, tra gli altri, ad interventi per l’edilizia residenziale pubblica e per la riqualificazione delle strade.
CiCre
