Nel documento si sollecita anche Manfredi, nella sua veste di presidente nazionale dell’Anci, a promuovere presso la Regione Campania e il Governo italiano la sospensione degli accordi con università, centri di ricerca e aziende israeliane, soprattutto in ambito tecnologico, scientifico e commerciale.
Il Consiglio comunale di Napoli ha approvato all’unanimità una mozione che sancisce l’interruzione dei rapporti istituzionali con enti israeliani riconducibili al governo guidato da Benjamin Netanyahu. La seduta, convocata con carattere monotematico, ha posto al centro il drammatico scenario umanitario nella Striscia di Gaza, teatro di un conflitto che continua a mietere vittime civili.
Il testo, illustrato dal consigliere di maggioranza Sergio D’Angelo, chiede al sindaco Gaetano Manfredi di recidere ogni forma di cooperazione con istituzioni israeliane ufficiali e, al contrario, di privilegiare il dialogo con organizzazioni pacifiste della società civile israeliana.
Nel documento si sollecita anche Manfredi, nella sua veste di presidente nazionale dell’Anci, a promuovere presso la Regione Campania e il Governo italiano la sospensione degli accordi con università, centri di ricerca e aziende israeliane, soprattutto in ambito tecnologico, scientifico e commerciale. Ulteriore punto riguarda l’attivazione di interventi umanitari in favore della popolazione palestinese, anche tramite strutture comunali, in sinergia con il programma nazionale “Food for Gaza”, gestito dal Ministero degli Esteri.
Momento particolarmente toccante della giornata è stato l’intervento di una giovane donna palestinese di seconda generazione, che ha letto un appello accorato all’amministrazione cittadina.
«Il nostro popolo da oltre due anni subisce un genocidio feroce. Non vogliamo minuti di silenzio, vogliamo sentire applausi e rumore. Non ci inchiniamo davanti a nessuno. I palestinesi non abbasseranno la testa, perché abbiamo dalla nostra parte la ragione. La nostra causa non finirà fino a quando ci sarà un solo bambino palestinese in vita»
Parole accolte da un lungo applauso all’interno dell’aula consiliare, dove era presente un nutrito gruppo di attivisti e cittadini. Durante il suo intervento, la giovane ha avanzato richieste precise: la revoca di ogni forma di cooperazione economica e istituzionale con lo Stato di Israele, il ritiro di fondi pubblici da imprese coinvolte nella produzione bellica e il blocco dell’accesso al porto di Napoli per navi israeliane che trasportino armamenti o materiali a doppio uso. «Chiediamo che il sindaco si faccia portavoce all’Anci e al Governo della richiesta di interrompere ogni accordo di cooperazione militare e di difesa con Israele»
Inoltre, è stata ribadita l’adesione alla campagna internazionale BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni), fino a quando non sarà pienamente rispettato il diritto internazionale e riconosciuta la sovranità del popolo palestinese.
All’interno dell’aula è stato esposto uno striscione che recitava: “Boicotta il genocidio, Palestina libera dal fiume al mare”, segno del clima teso e profondamente partecipato della discussione.
Significative anche le parole di Shafik Kurtam, presidente della Comunità palestinese in Campania, che ha rivolto un appello al superamento dell’odio e alla costruzione di un linguaggio di pace.
▸ «Servono parole nuove, un linguaggio nuovo, affinché gli ebrei possano tornare a sorridere e lascino in pace gli arabi. In questi anni, l’unico Paese ad aver preso una posizione netta è stato il Sudafrica. Dobbiamo tutti camminare sulla strada della verità e della giustizia: è l’unica via per una convivenza pacifica» ◂
Con questa mozione, il Consiglio comunale di Napoli si pone tra le prime amministrazioni italiane ad adottare una posizione così netta e articolata sul conflitto israelo-palestinese, aprendo una discussione che potrebbe estendersi ben oltre i confini cittadini.
Red
