Nel primo pomeriggio di ieri una lavoratrice sarebbe stata improvvisamente allontanata durante una sessione di prove corali. A eseguire il provvedimento sarebbero stati l’ispettore del coro e un dirigente del personale, che l’avrebbero accompagnata fuori ritirandole badge e credenziali d’accesso.
Tensione alle stelle tra la CGIL e i vertici del Teatro di San Carlo di Napoli, dopo un episodio che ha riacceso il dibattito sulle modalità di gestione del personale in una delle principali istituzioni culturali italiane.
Secondo quanto denunciato dal commissario della Slc-Cgil Napoli e Campania, Carlo Podda, nel primo pomeriggio di ieri una lavoratrice sarebbe stata improvvisamente allontanata durante una sessione di prove corali. A eseguire il provvedimento sarebbero stati l’ispettore del coro e un dirigente del personale, che l’avrebbero accompagnata fuori ritirandole badge e credenziali d’accesso.
«Un episodio che, se confermato in ogni dettaglio, presenta elementi francamente inquietanti», ha affermato Podda, che ha poi aggiunto: «A prescindere dalle motivazioni giuridiche, colpisce il modo in cui si è scelto di comunicare e attuare questa decisione. Sarebbe stato più rispettoso – e umano – dare alla lavoratrice il tempo di raccogliere le sue cose, salutare i colleghi, chiudere con dignità la sua esperienza professionale».
Il sindacalista ha criticato apertamente il comportamento della direzione: «Siamo di fronte a una dinamica più simile a un reality show che a una gestione corretta delle relazioni interne. Ci auguriamo che non sia un segnale di un cambiamento autoritario nei rapporti con i dipendenti. Non vorremmo assistere a un “colpirne uno per educarne cento”».
In risposta, la Fondazione Teatro di San Carlo ha pubblicato una nota ufficiale per chiarire la propria posizione. Secondo la Fondazione, la lavoratrice in questione non aveva più titolo per proseguire il rapporto di lavoro dopo che la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dal teatro, annullando la sentenza della Corte d’Appello di Napoli che ne disponeva il reintegro.
«La signora era già stata informata della decisione, ma ha scelto comunque di recarsi in teatro su indicazione del suo legale. Il personale l’ha invitata con cortesia ad abbandonare la struttura per ragioni di sicurezza», si legge nella nota. La Fondazione ha inoltre smentito alcuni dettagli riportati dal sindacato:
«Non c’è mai stato un colloquio tra la lavoratrice e il direttore del personale, come invece affermato dal commissario Podda».
La vicenda, che ha già assunto una forte risonanza pubblica, mette ora sotto osservazione non solo il comportamento del Teatro, ma anche il ruolo dei soci della Fondazione, ovvero il Comune di Napoli e la Regione Campania, che fino a questo momento non sono intervenuti.
CiCre
