File interminabili, attese sotto il sole e disservizi digitali: la Commissione Politiche Sociali affronta il caso esploso dopo l’inchiesta del nostro giornale. Il consigliere Lange: “Situazione inaccettabile. Chi ha sbagliato paghi”
Cinque ore di attesa sotto il sole a 40 gradi. È il paradosso che vivono centinaia di persone con disabilità, costrette a subire code disumane per ottenere o rinnovare il contrassegno H. Una vicenda che ha indignato l’opinione pubblica e che Il Desk ha portato all’attenzione della città con l’inchiesta pubblicata il 25 luglio scorso: 👉 Napoli, ritiro contrassegni disabili al collasso: ore di attesa sotto 40 gradi
Un articolo-denuncia che ha avuto l’effetto di un detonatore, spingendo il Comune a convocare d’urgenza una riunione della Commissione Politiche Sociali, presieduta da Massimo Cilenti. Alla riunione, svoltasi oggi, erano presenti l’assessore alle Politiche Sociali Luca Fella Trapanese e il dirigente del Servizio Inclusione Sociale Raimondo Sorrentino.
Il Comune ammette il disastro: piattaforma mai partita, personale dimezzato
Durante il confronto, il dirigente Sorrentino ha riconosciuto le pesanti criticità: a partire dalla piattaforma informatica che, pur prevista, non è mai entrata pienamente in funzione. Un flop che ha obbligato l’utenza a tornare allo sportello fisico, con un sovraccarico insostenibile. Il problema si è aggravato ulteriormente con il crollo del personale dedicato da parte di Napoli Servizi, ridotto oggi a sole due unità operative.
Eppure, secondo l’amministrazione, il contrassegno rilasciato è conforme agli standard europei. Troppo poco per chi si trova a fronteggiare, ogni giorno, un servizio al collasso.
Trapanese: “Digitalizzare tutto, ma mancano le risorse”
L’assessore Trapanese ha confermato la volontà dell’amministrazione di procedere verso una piena digitalizzazione della procedura. Ma il processo è tutt’altro che semplice, complicato dalla carenza cronica di personale e dalle rigidità gestionali della partecipata comunale.
In città si stima un numero impressionante di circa 100 mila contrassegni disabili attivi. Un dato che, senza un’organizzazione adeguata, è destinato a mandare in tilt qualsiasi sistema.
Lange attacca: “Quando era tutto cartaceo non accadeva. Il fornitore ha fallito”
Il consigliere comunale Toti Lange (gruppo Misto), promotore dell’incontro, ha parlato chiaro: “È inaccettabile che persone fragili debbano attendere sotto il sole per ore. Una volta, con la procedura cartacea, questi problemi non esistevano. Oggi, con la presunta digitalizzazione, viviamo un disastro totale”.
Lange ha puntato il dito contro il fornitore incaricato della piattaforma, che a suo avviso non avrebbe rispettato gli obblighi contrattuali. Da qui la richiesta esplicita all’amministrazione: “Si assumano le proprie responsabilità. Se ci sono inadempienze, si proceda con provvedimenti”.
Poi una proposta che sta trovando ampio consenso tra i cittadini: rendere permanente il contrassegno per chi ha disabilità irreversibili, eliminando la necessità di rinnovo periodico. “Una misura di civiltà e semplificazione”, ha detto.
Cilenti propone una task force: “15-20 persone per ridurre i tempi”
Il presidente della Commissione, Massimo Cilenti, ha chiesto l’istituzione di una task force temporanea composta da 15-20 unità, per affiancare gli uffici e affrontare l’emergenza. Il Servizio Inclusione ha espresso pieno accordo, ribadendo la necessità di un potenziamento urgente dell’organico.
Ma mentre le istituzioni discutono e i vertici si confrontano, le famiglie restano in fila, sotto il sole, senza risposte. La burocrazia ha già fallito troppe volte. Ora servono soluzioni rapide, concrete, umane. Non promesse.
Ciro Crescentini
