Napoli, Appello al Governo: “Bloccate i lavori che stravolgono il lungomare”

Scendono in campo associazioni e comitati

Di seguito  il testo della lettera inviata al Presidente del Consiglio, al Ministro per i Beni culturali e alla Protezione Civile.

“Il Comune di Napoli ha approvato un progetto di “riqualificazione” di Via Partenope, un tratto del monumentale lungomare che va da Mergellina al Molosiglio, elemento essenziale di un quadro paesistico che ha reso Napoli celebre nel mondo.

In una città dove i servizi pubblici – dai trasporti all’assistenza ad anziani e disabili – sono ormai quasi inesistenti, dove la rete stradale è in pessime condizioni, e i lavori iniziati non vedono mai fine, come in via Marina, dove un ascensore tra Pizzofacone e Santa Lucia è in costruzione da oltre dieci anni, è incredibile che la Giunta decida di usare circa 13 milioni di euro di soldi pubblici, destinati alla mobilità, allo stravolgimento di una delle poche strade in condizioni perfette (tra l’altro chiusa da anni al traffico veicolare).

È noto che i fondi PON METRO, che verrebbero impiegati, servono per migliorare le strategie di sviluppo urbano sostenibile, ed andrebbero pertanto utilizzati, con priorità assoluta, per l’acquisto di nuovi autobus (che a Napoli sono passati da 900 a 250, con disagi insostenibili soprattutto per le fasce più disagiate), o di treni per le metropolitana. Gli stessi fondi andrebbero utilizzati per riaprire, ad esempio, la Crypta Neapolitana, antica galleria, che, collegando Mergellina con Fuorigrotta è l’unica via percorribile, senza dover respirare smog, da pedoni e ciclisti (oltre ad essere in sé una grande attrazione turistico-archeologica, con il mausoleo virgiliano e il cenotafio di Leopardi), per salvare dal gravissimo degrado la Villa Comunale di Napoli o per rimuovere i cd. baffi della scogliera di via Caracciolo (autorizzati dalla Sovrintendenza nel 2012, con obbligo di rimozione “entro 12 mesi”), che deturpano ancora il paesaggio.

Il progetto prevede poi il restringimento della carreggiata di via Partenope dagli attuali 17 a soli 6 metri, senza tener conto del fatto che la strada si trova tra due zone a rischio vulcanico, vesuviana e flegrea, per cui, pur nell’attuale restrizione al traffico, non può essere ridotta, costituendo essenziale via di fuga in caso di emergenza.

Inoltre l’ampliamento del marciapiede interno da 5 a 12 metri è funzionale alla  sua occupazione da parte degli esercizi commerciali che lo utilizzeranno: un caso di facilitazione di un interesse privato limitato ai gestori dei ristoranti, ed allo scopo di fare cassa con la relativa occupazione di suolo, in evidente contrasto con lo spirito che guida l’impiego dei fondi PON METRO, da destinarsi ad opere di largo interesse collettivo, senza intenti speculativi né privati né pubblici.
Alcuni dei titolari dei suddetti esercizi commerciali sono persino intervenuti sulla stampa in difesa del progetto, giustificandolo come “volano per l’economia”, affermazione insostenibile in quanto ben altri interventi potrebbero rappresentare un tale volano, in primis la restituzione alla città del  Molo San Vincenzo.

Inoltre il progetto costituisce un intervento su scala urbanistico-ambientale che stravolge uno degli aspetti identitari di Napoli, l’immagine urbana e paesistica per cui è celebre nel mondo. Via Partenope ha gli stessi caratteri stilistici di via Caracciolo, della quale è unitaria continuazione, ed è inimmaginabile che possa assumere forme e colori diversi, cambiandone la pavimentazione e restringendone la carreggiata per allargare i marciapiedi. Se si attuasse tale sciagurato progetto, il fronte litoraneo della città perderebbe il suo respiro spaziale ed il suo valore di percorso continuo, così come si coglie nella straordinaria passeggiata da Mergellina all’incrocio con via Acton.

Pertanto facciamo appello al Governo perché impedisca, in osservanza del vincolo paesistico del 27/5/58, che impedisce qualsiasi modifica del lungomare, una scelta in palese contrasto con l’interesse pubblico e con l’immagine storica della città”.

Di seguito le Associazioni che hanno firmato la lettera e che si stanno occupando di raccogliere firme a supporto di questo appello:

Giuseppe Comella, Francesco de Notaris, Francesco Iannello, Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia,

Giulio Pane, Comitato Centro Storico Unesco di Napoli,

Lucio Mauro, Cittadinanza Attiva in Difesa di Napoli,

Gaetano Brancaccio, Insieme per Napoli,

Sergio Fedele, Napolipuntoacapo,

Isabella GuariniComitato Civico Posillipo

Antonella Pane, Progetto Napoli,
Bruno Esposito, Volontari per l’Italia,
Carlo Lamura, Centro di Iniziativa Meridionale,
Salvatore Monaco, Città di Camelot,

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