Magistrati onorari, l’Ue minaccia l’Italia. E loro chiedono un decreto legge

Bruxelles apre una procedura di infrazione per la condizione di sfruttamento di queste figure professionali, indispensabili al funzionamento della macchina giudiziaria. L’Aimo, associazione di categoria: “Il governo intervenga per garantirci autonomia, indipendenza, adeguata retribuzione e diritti previdenziali ed assistenziali spettanti a tutti i lavoratori europei”

In Italia i magistrati onorari sono discriminati e sfruttati. A sostenerlo è l’Unione Europea, che ha aperto una procedura di infrazione. E adesso le toghe onorarie – da tempo in lotta per il riconoscimento dei loro diritti – chiedono al Governo l’adozione di un decreto legge. Un provvedimento per garantire “autonomia, indipendenza, adeguata retribuzione e – spiega una nota dell’Aimo (Associazione italiana magistratura onoraria) – diritti previdenziali ed assistenziali spettanti a tutti i lavoratori europei, diritti in passato già riconosciuti ad altri magistrati onorari quali ad es. i Giudici Onorari Aggregati”. La svolta, nell’annosa vertenza, può arrivare proprio da Bruxelles. È di un paio di giorni fa la notizia di una una lettera di costituzione in mora, inviata dalla commissione Ue all’Italia. “La legislazione nazionale applicabile ai magistrati onorari – afferma l’atto comunitario – non è pienamente conforme al diritto del lavoro dell’Ue”. La legislazione italiana non rispetterebbe diverse disposizioni dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE sul lavoro a tempo determinato; dell’accordo quadro allegato alla direttiva 97/81/CE sul lavoro a tempo parziale; della direttiva 2003/88/CE sull’orario di lavoro e della direttiva 92/85/CEE sulle lavoratrici gestanti. Insomma, si profila una pesante bocciatura, per l’Italia. Per Bruxelles, i magistrati onorari – non assunti nella pubblica amministrazione – sono, di fatto, lavoratori a cottimo. E quindi non godono di malattia, maternità e altre tutele. Niente rimborsi per le spese legali. Nessuna difesa contro l’abuso di contratti a tempo determinato consecutivi, impossibilitati anche a ricorrere al giudice del lavoro. Tutti nodi denunciati, da anni, dalle associazioni di categoria. Ricordando anche il contributo decisivo, dei giudici onorari, al funzionamento della macchina giudiziaria.

L’Europa aveva aperto una prima breccia l’anno scorso. Una sentenza della Corte del Lussemburgo contestava all’Italia la condizione di precarietà di oltre 5mila giudici onorari: giudici di pace, ai vice procuratori onorari, ai giudici onorari di tribunale. Adesso si muove la Commissione Ue. E i richiami dell’Ue rilanciano l’offensiva dell’Aimo. “Il ricorso alla decretazione d’urgenza – argomenta l’associazione dei magistrati onorari – si rende a questo punto necessaria per molteplici ragioni: in primis in quanto la Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, poiché la nostra legislazione nazionale non è conforme al diritto dell’Unione Europea ed ha dato all’Italia due mesi per adottare le misure necessarie. Inoltre la “controriforma” della magistratura onoraria del 2017, che entrerà in vigore il prossimo 16 agosto, viola la Costituzione ed il diritto dell’Unione Europea, ma soprattutto determinerà con assoluta certezza e con effetto immediato il blocco totale della giurisdizione, a cagione della drastica riduzione dell’utilizzo dei magistrati onorari e dell’inaccettabile taglio degli emolumenti, con la corresponsione di somme inferiori a quelle previste per un reddito di cittadinanza”.

Inoltre, l’Aimo rammenta: “Nel 2016 il Comitato europeo dei diritti sociali presso il Consiglio d’Europa ha accertato la violazione da parte del nostro paese della Carta Sociale Europea, fondamentale trattato internazionale, riconoscendo il diritto dei magistrati onorari alle tutele previdenziali ed assistenziali”. Secondo l’associazione “ormai possiamo parlare di questione etica: i magistrati onorari hanno indubbi meriti, in quanto, in servizio anche da 25 anni, sostengono circa il 50% del peso della giustizia in Italia ed hanno pronunciato in passato anche due milioni di sentenze in un anno in tempi celerissimi, spesso inferiori ad un anno”. l’Aimo non dimentica: “Solo la non condivisibile affermazione che non abbiano superato un concorso ha giustificato un trattamento mortificante. Il precedente ministro della Giustizia scrisse addirittura che la condizione deteriore in cui versavano i magistrati onorari era giustificata dalla necessità di conservare i privilegi di altre categorie”. Ma ora, il quadro potrebbe mutare, ed in senso favorevole ai giudici onorati. “Il Governo – è l’appello dell’Aimo – ha la possibilità finalmente di sanare un grave vulnus e dare dopo oltre 20 anni serenità ad una categoria di magistrati meritevoli, che in un recente passato sono stati costretti anche a forme di protesta estreme quali lo sciopero della fame”.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest