L’evento alla Biblioteca di Castel Capuano ignora il pluralismo richiesto dalle normative ministeriali.
Domani, alla Biblioteca di Castel Capuano, si terrà il convegno “Referendum costituzionale (22 e 23 marzo 2026): posizioni giuridiche”, organizzato dal prof. Leone Melillo. Tutti i relatori presenti sono schierati apertamente per il Sì: tra loro il sottosegretario al Ministero della Giustizia Andrea Ostellari, il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa e altri attivisti del comitato del Sì.
Il fatto più grave è che i dirigenti dei licei Elsa Morante e Giuseppe Mazzini di Napoli hanno deciso di far partecipare alcune classi quinte, sostenendo che l’iniziativa serva a far conoscere le diverse posizioni sul referendum. In realtà, di posizioni contrarie non vi è alcuna traccia: si tratta di un convegno a senso unico, senza contraddittorio, che configura un vero e proprio indottrinamento politico degli studenti.
La situazione costituisce una chiara violazione della circolare di Valditara, che stabilisce l’obbligo di garantire pluralismo e contraddittorio in tutte le attività scolastiche su temi politici. Invece di promuovere il pensiero critico, la scuola diventa cassa di risonanza per una sola posizione.
Il problema è ancora più evidente se si pensa ai precedenti: istituti scolastici che avevano ospitato la rappresentante speciale dell’ONU Francesca Albanese per discutere del genocidio in Palestina avevano subito controlli governativi, mentre chi promuove linee politiche allineate con il governo viene lasciato libero di fare propaganda senza alcun vincolo.
Questa disparità nell’applicazione delle regole mostra chiaramente che la normativa non è pensata per garantire pluralismo, ma per reprimere voci critiche, trasformando la scuola da spazio educativo a strumento politico. Gli studenti, in questo contesto, vengono privati della possibilità di sviluppare opinioni autonome e di confrontarsi con punti di vista diversi.
Ciro Crescentini
