Network Contact aveva imposto l’accordo senza consultare i sindacati più rappresentativi
Il Tribunale del lavoro di Trani ha sancito l’illegittimità del contratto collettivo sottoscritto a fine 2024 tra l’associazione Assocontact e la Cisal, il sindacato noto per la sua vicinanza al governo Giorgia Meloni. La giudice Angela Arbore ha chiarito che la sigla non possiede una reale rappresentanza nel settore dei call center, coprendo appena lo 0,46% dei lavoratori. In pratica, meno di mezzo dipendente su cento.
La Network Contact, azienda di Molfetta (Bari), aveva imposto unilateralmente il passaggio a questo contratto “pirata”, abbandonando il Ccnl Tlc firmato da Asstel insieme a Riccardo Saccone (Slc Cgil), Gaetano Fabrizio Carbonara (Fistel Cisl), Guido Macchiaroli (Ugl) e gli altri sindacati confederali. La decisione è stata definita antisindacale perché presa senza alcun accordo con i sindacati realmente rappresentativi, ledendo i diritti dei lavoratori.
Un contratto al ribasso e su misura per le imprese
Il contratto Assocontact-Cisal prevedeva condizioni peggiori rispetto al Ccnl confederale: permessi limitati, tutele per la maternità ridotte e salari minimi di 6,50 euro l’ora per i co.co.co. Un vero e proprio strumento per ridurre i costi del lavoro, approfittando della marginalità elettorale e associativa della Cisal nel settore.
La sentenza evidenzia che la Cisal non era presente nella Network Contact al momento del cambio contrattuale e che eventuali adesioni successive non legittimano la sua imposizione. Inoltre, il tentativo di Assocontact di dimostrare vantaggi per i lavoratori è stato giudicato “parziale e selettivo”, senza una valutazione complessiva dei diritti.
Reazioni e implicazioni politiche
Il segretario Slc Cgil, Riccardo Saccone, commenta: “Questo contratto pirata era un contratto in dumping. La sentenza ristabilisce la correttezza normativa e ribadisce che la Cisal non è rappresentativa. Serve un piano reale per il settore, non scorciatoie contrattuali”.
Anche il senatore e vicepresidente del M5S, Mario Turco, sottolinea: “Il Tribunale ha difeso i lavoratori dai contratti al ribasso. La bocciatura dell’accordo Assocontact-Cisal tutela migliaia di operatori dei call center”.
La pronuncia di Trani mette in luce due punti chiave: i contratti collettivi pirata non possono sostituire quelli firmati dai sindacati rappresentativi, e i legami politici di un sindacato non sostituiscono la reale rappresentanza. Il settore dei call center e delle telecomunicazioni resta sotto pressione, ma la sentenza riafferma un principio fondamentale: la dignità dei lavoratori non è negoziabile.
