L’eterno ritorno di Tangentopoli, avvisi e arresti da Calabria a Lombardia: piangono Pd e Fi

Tra Lombardia e Piemonte 43 destinatari di un’ordinanza di misura cautelare: ad imprenditore contestata l’aggravante di ndrangheta. In un’altra inchiesta della procura di Catanzaro, indagati anche il governatore Mario Oliverio, e il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto

L’eterno ritorno di Tangentopoli, l’irresistibile fascino della mazzetta (presunta, in questa fase). Dalla Calabria alla Lombardia, va in scena il valzer degli arresti. E a piangere, ancora una volta, sono Pd e Forza Italia, con i berluscones travolti da un’inchiesta dove rispunta l’ombra di mafia.

 

 

TERREMOTO IN LOMBARDIA, RETATA FORZISTA. In Lombardia un terremoto arriva dall’inchiesta della Dda di Milano, che esamina gli appalti dell’Amsa, l’azienda dei rifiuti milanese, e il Piano di governo del territorio della Regione. Sono 95 le persone coinvolte tra Lombardia e Piemonte, 43 i destinatari di un’ordinanza di misura cautelare, eseguite dai Carabinieri di Monza e dalla Guardia di Finanza di Varese (12 in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma). Le accuse: associazione a delinquere aggravata dall’aver favorito una cosca mafiosa, abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti e corruzione.

Tra gli arrestati l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia a Varese, Gioacchino Caianiello, già condannato in via definitiva  per concussione: ora risponde di istigazione alla corruzione” nei confronti del presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana; il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee nella circoscrizione di Nord-Ovest (finito in carcere); Fabio Altitonante (ai domiciliari), coordinatore di Forza Italia a Milano e sottosegretario alla Rigenerazione e sviluppo area Expo in Regione Lombardia.  Oltre a Caianiello e Tatarella, il terzo indagato chiave risulta e Daniele D’Alfonso, imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali,  titolare della Ecol-Service srl. A lui gli inquirenti contestano anche l’aggravante mafiosa, per aver agevolato la ‘ndrina dei Molluso di Buccinasco. Avrebbe fatto lavorare una loro azienda in un appalto aggiudicato con le tangenti.

 

FONTANA NON INDAGATO, MA POSIZIONE DA VERIFICARE. Da verificare la posizione del governatore lombardo Attilio Fontana, come spiega in conferenza stampa il procuratore Francesco Greco (“sarà sentito prossimamente”). Allo stato, Fontana è parte offesa e non risulta indagato. La procura lo ha già sentito giorni fa, sul presunto tentativo di corruzione nei suoi confronti. Secondo le indagini, nel marzo di un anno fa Caianiello gli avrebbe proposto –  assieme al direttore generale dell’ente Afol Metropolitana, Giuseppe Zingale – di nominare lo stesso Zingale al vertice del settore Formazione della Regione. La contropartita sarebbero state consulenze da affidare al socio dello studio legale di Fontana, il consigliere regionale Luca Marsico, non rieletto alle ultime regionali.

 

RICHIESTA D’ARRESTO PER UN DEPUTATO. Nell’ambito dell’inchiesta, c’è anche la richiesta di autorizzazione agli arresti domiciliari per Diego Sozzani, deputato forzista. Il parlamentare è accusato di finanziamento illecito.

 

 

LE PRESUNTE MAZZETTE IN CALABRIA. Squilli di tromba anche in Calabria, dove sono indagati il governator Mario Oliverio (Pd), il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto (Fi), aspirante candidato governatore, e l’ex consigliere regionale Nicola Adamo, anch’egli del Pd. Sono tra i 20 destinatari di un avviso di conclusione indagini della procura di Catanzaro, insieme  ad altri 17 indagati. L’inchiesta riguarda la metropolitana leggera e il nuovo ospedale di Cosenza: si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture, turbative d’asta e corruzione. Per gli inquirenti, Oliverio e Adamo ono promotori di un’associazione per delinquere finalizzata a “commettere una serie di delitti contro la Pa”. Oliverio è ritenuto “il referente politico istituzionale degli associati, nonché degli amministratori pubblici e degli imprenditori in ordine agli sviluppi delle procedure di gara pubbliche bandite dalla Regione e di interesse dell’associazione, nonché alle vicende politiche ed istituzionali correlate alle stesse”. E per oggi, possiamo fermarci qua.

 

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