Basta salari da fame, la proposta del Movimento 5 Stelle piace ai sindacati

Ad avere retribuzioni basse sono soprattutto le donne

Il salario minimo dovrebbe diventare legge entro  fine  agosto. Accordo in vista con le forze sociali. Le organizzazioni sindacali hanno apprezzato la proposta presentata dal  vice premier e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi di Maio   La proposta del governo riconosce il valore generale delle normative previste dai contratti collettivi nazionali. Apertura verso quell’erga omnes sancito dalla Costituzione. L’espressione di contratti erga omnes  è usata nel diritto del lavoro italiano per i contratti di lavoro che trovavano applicazione nei confronti di tutti i datori di lavoro e di tutti i lavoratori, anche non iscritti ai sindacati. Una grande svolta per il sistema dei diritti collettivi del nostro Paese. Il salario minimo non è mai diventato legge nonostante i governi di centro di centro sinistra.

 

Che cos’è il salario minimo? E’ una soglia minima nella retribuzione e al di sotto della quale non si può scendere. Seppure già sia presente in numerosi Paesi, l’Italia è invece tra quelli che non la possiedono e in virtù di questo ci si rifà per la soglia minima ai contratti di lavoro collettivi. Questi ultimi sono aumentati in maniera notevole negli ultimi anni, ma differiscono tra loro al loro interno, ovvero per uno stesso lavoro possono esserci delle differenze di retribuzione che vanno dal 9% al 21%. Camerieri e cuochi a saldatori e gruisti, da guardie giurate e centralinisti a giardinieri, autisti e magazzinieri: sono alcuni dei 2,9 milioni i lavoratori che sono inquadrati nei livelli più bassi dei contratti nazionali e che, avendo paghe orarie lorde inferiori a 9 euro potrebbero beneficiare dell’aumento previsto dal disegno di legge sul salario minimo, ora all’esame della commissione Lavoro del Senato e che, secondo il vicepremier Luigi Di Maio, dovrebbe diventare legge entro la fine dell’estate.

 

In pratica in quasi tutti i principali contratti nazionali di lavoro  ci sono livelli contrattuali con retribuzioni orarie inferiori a 9 euro. Per i pubblici esercizi hanno livelli minimi di retribuzione inferiori a 9 euro l’ora i cuochi “capo partita”, i camerieri di ristorante, i barman, pizzaioli e gelatieri (sono al quarto livello con 8,77 euro) ma soprattutto personale di pulizia e fatica addetto alla sala o alla cucina (settimo livello, 7,28 euro) o le guardie giurate (quinto livello, 8,21 euro). Nel contratto dei metalmeccanici ci  sono al di sotto dei 9 euro i dipendenti inquadrati al primo e secondo livello (tra questi ultimi anche saldatori e gruisti con i minimi a 8,36 euro) mentre nel contratto del commercio sono al di sotto del limite i dipendenti iscritti al quinto, sesto e settimo livello quindi dagli archivisti protocollisti, agli addetti al controllo delle vendite e ai magazzinieri (8,99 euro) fino alle persone che si occupano di pulizie (7,64).

Per il contratto del turismo con Federalberghi hanno retribuzioni minime orarie inferiori a 9 euro le persone dal quarto al settimo livello. In pratica cuochi, barman e capo giardinieri incardinati al quarto livello e dipendenti di grandi e medi alberghi e villaggi turistici possono avere minimi a 8,97 euro mentre centralinisti, autisti e cameriere ai piani degli alberghi hanno minimi a 8,41 euro. All’ultimo livello è il personale di fatica con 7,48 euro di minimo orario. Per il lavoro domestico (accordo firmato al ministero del Lavoro lo scorso 16 gennaio) i minimi sono per tutti i livelli inferiori a 9 euro con un minimo per le colf con meno di 12 anni di esperienza non conviventi a 4,62 euro l’ora. Ad avere retribuzioni basse sono soprattutto le donne (il 26% del totale conta su meno di 9 euro lordi l’ora a fronte del 21% degli uomini) e gli under 35 (il 38% ha retribuzioni inferiori a 9 euro l’ora a fronte di appena il 16% degli over 35). “Mi pare che dall’incontro al ministero ci siano stati passi avanti nell’impostazione del tema; e’ importante infatti che i minimi tabellari diventino il riferimento per tutti i lavoratori”, commenta da Matera dove la conclusione del tavolo e’ rimbalzata nel corso dei lavori della convention unitaria su Sud e cultura il leader Cisl,Annamaria Furlan

 

                                                                                                                      

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