Jogging con la mascherina? L’assurda svolta dell’ultimo decreto

Esentati solo gli atleti agonisti. Per quelli amatoriali, secondo molti esperti, rischi per la salute connessi all’attività fisica indossando il dispositivo di protezione. L’auspicio, forse, è di scoraggiarli e basta

Un dubbio molto prossimo alla certezza: nel decreto legge del governo, in vigore dal 7 ottobre, si disporrebbe anche l’obbligo di indossare la mascherina durante il jogging o la corsa in bici. A fugare le ultime incertezze, i chiarimenti nella circolare del Viminale, firmata ieri dal capo di gabinetto Frattasi. “La disposizione in commento – avverte il documento – esenta dall’obbligo di utilizzo del dispositivo solo coloro che abbiano in corso l’attività sportiva e non quella motoria, non esonerata, invece, dall’obbligo in questione”. E quale sia la differenza tra attività sportiva e attività motoria, lo specifica il ministero della salute. L’attività sportiva “comprende situazioni competitive strutturate e sottoposte a regole ben precise”. L’attività motoria, più modestamente, corrisponde all’attività fisica. Ovvero “qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un dispendio energetico superiore a quello delle condizioni di riposo”. E quindi sarebbero esonerati dalla mascherina solo gli atleti agonisti, non quelli amatoriali. Col paradosso di conseguenze potenzialmente dannose per la salute, secondo diversi esperti.

Ad esempio Simona Pierini, Cardiologa responsabile dell’Unità coronarica dell’Azienda Ospedaliera Asst Nord Milano e Medico dello sport (oltre che runner). “Al di là della mancanza di comfort – dichiarava ad aprile a Runnersworld-, l’uso di una mascherina particolarmente occlusiva può, da un lato ridurre l’afflusso di aria, quindi l’apporto di O2 ai polmoni, dall’altro provocare un ‘intrappolamento’ dell’anidride carbonica espirata. Una scarsa eliminazione di anidride carbonica, quindi il suo accumulo nell’involucro della maschera, determina una autorespirazione della stessa; l’aumento della CO2 nel sangue stimola ulteriormente l’iperventilazione, già in parte presente per l’attività fisica in atto , potendo determinare giramenti di testa e, nei casi più gravi, sensazioni di svenimento”.

Sulla stessa linea Giacomo Astrua, agonista e dietista sportivo per atleti. “Può essere pericoloso svolgere con una mascherina un’attività fisica che – scriveva 6 mesi fa in un articolo su Medical Fact ripreso dal sito greenme.it- sfrutta il metabolismo energetico aerobico obbligato (gli sport “cardio” come la corsa), o facoltativo (come può esserlo una sessione di ginnastica all’aperto). Perché? Durante questa tipologia di attività fisica il nostro organismo necessita di una corretta respirazione per innescare il metabolismo energetico che permette lo svolgimento della stessa: in pratica gli serve inalare ossigeno ed espellere anidride carbonica, il tutto con una frequenza più elevata rispetto ad uno stato di riposo. Se, poniamo il caso, corressimo con un mascherina, nello spazio tra la mascherina e il viso si creerebbe un’atmosfera ricca dell’anidride carbonica dai noi stessi espirata durante lo sforzo. Di conseguenza, andremmo a inspirare un’aria con un’eccessiva concentrazione di questo gas e una minor concentrazione di ossigeno”.

I rischi di un’attività fisica con la mascherina? “Capogiri, stato confusionale, mal di testa – si legge nello scritto – aumento della frequenza respiratoria, tachicardia, fiato corto, aumento della pressione, perdita della coordinazione, problemi di vista, cianosi, stanchezza precoce e anche la perdita dei sensi e lo svenimento, perché se il corpo non può svolgere il lavoro a cui lo sottoponiamo l’unica arma di difesa che ha è quella di fermarsi, volenti o nolenti”. Forse il nemmeno recondito auspicio di chi vara certi provvedimenti.

(Foto frame Sharecare/Youtube)

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