Il Governo Draghi sarà una squadra di tecnici e politici: verso la conferma Di Maio e Speranza

Il nuovo esecutivo potrebbe contare sul sostegno di M5S, Pd, Forza Italia, Italia Viva e il sostegno o l’astensione della Lega

Il governo di Mario Draghi sarà una squadra mista composta da politici e tecnici e potrebbe contare sul sostegno di M5S, Pd, Leu, Italia Viva, Forza Italia e il sostegno o l’astensione della Lega  È questo ciò che trapela dai primi incontri istituzionali svolti ieri da Draghi, che ha accettato con riserva l’incarico di formare un governo istituzionale “di alto profilo”, conferitogli dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’ex presidente della Bce avvierà oggi i suoi incontri con le varie forze politiche. Poi tirerà le somme insieme al capo dello Stato che, come stabilisce la Costituzione, nomina i ministri. Per conoscere i nomi dei possibili componenti della squadra è ancora presto, ma già circolano i primi nomi.

Ecco il “totoministri” del governo Draghi: all’Economia potrebbe  restare, all’insegna della continuità, Roberto Gualtieri, ministro in quota Pd, che Draghi conosce e stima. Altra riconferma dall’esecutivo uscente potrebbe essere quella di Luciana Lamorgese, figura “tecnica” vicina al Partito democratico alla guida del ministero dell’Interno nel governo Conte-bis. L’ex presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia,  potrebbe andare alla Giustizia, per mettere in atto una riforma radicale in materia. In alternativa, il posto di Guardasigilli potrebbe essere ricoperto da Paola Severino, già ministro della Giustizia nel governo Monti, o dal magistrato Raffaele Cantone, ex presidente dell’Anac.

 Tra i papabili ministri in quota Pd ci sono Dario Franceschini e Lorenzo Guerini. Per Italia Viva, invece, uno dei nomi più gettonati è quello di Ettore Rosato.

Nel caso in cui la Lega scegliesse di sostenere il governo Draghi, un posto di spicco potrebbe spettare a Giancarlo Giorgetti, esponente vicino a Matteo Salvini ma grande sostenitore dell’ex presidente della Bce.

Il governo Draghi probabilmente sarà appoggiato anche dal Movimento Cinque Stelle e nella squadra potrebbe restare Luigi Di Maio ma non nella funzione di ministro degli Esteri. Un ruolo, stando ai soliti bene informati, che probabilmente sarà assegnato a  Elisabetta Belloni, attualmente a capo della diplomazia della Farnesina.

Per mantenere una criticità nei ministeri chiave per la gestione della pandemia, potrebbero andare verso la riconferma sia Roberto Speranza sia Francesco Boccia, rispettivamente al ministero della Salute e degli Affari Regionali. Al lavoro si fa il nome di Enrico Giovannini, che ha già ricoperto questo incarico tra il 2013 e il 2014, sotto il governo guidato da Enrico Letta, ma anche quello dell’ex presidente dell’Inps Tito Boeri.

Il manager Vittorio Colao potrebbe andare alle Infrastrutture e ai Trasporti, oppure ai Rapporti con l’Ue. L’elenco si allunga con Come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, invece, Draghi potrebbe scegliere un suo ex collaboratore alla Bce, Eugenio Sgriccia.

All’Istruzione potrebbe andare Patrizio Bianchi, docente dell’Università di Ferrara ed ex capo della task force del ministero. La Pubblica Amministrazione, infine, potrebbe essere assegnata a Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova.

CiCre

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