I navigator si rivolgono al giudice del lavoro, De Luca continua a dileggiarli

Probabilmente sarà presentato un ricorso d’urgenza

La vicenda dei 471 navigator campani –  i disoccupati laureati vincitori della selezione per lavorare presso i centri per l’impiego e assistere i percettori del reddito di cittadinanza – sarà discussa nelle aule del Tribunale del Lavoro.  Un gruppo di navigator hanno già affidato il mandato difensivo agli avvocati giuslavoristi Giuliana Quattromini(nella foto) e Fabio Valerio Coppola. Probabilmente sarà presentato un ricorso d’urgenza ai sensi dell’ex articolo 700 del codice civile.

Crediamo che solo il Tribunale del lavoro possa decidere concretamente in merito alla nostra vicenda coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali interessati” – spiegano i lavoratori. Intanto,  il governatore Vincenzo De Luca continua a criticare, dileggiare i disoccupati laureati. “Il problema non sono questi signori, che sono stati selezionati, ma la truffa politica che ha fatto Anpal. La colpa di questi signori che vengono a dare fastidio è un’ altra, perché non andate a protestare con l’Anpal? – ha affermato De Luca – Che cosa devo firmare se i miei responsabili per i centri dell’impiego mi dicono che non abbiamo bisogno di niente? Mica vanno a Roma a protestare con questi che hanno fatto questa selezione truffa?” –  ha aggiunto De Luca –  In Campania i Centri per l’impiego stanno facendo un lavoro straordinario e non hanno bisogno di niente”. “I navigator sono dei consulenti – ha concluso De Luca – non sono dei dipendenti che hanno vinto un concorso. Devono accompagnare i dipendenti del centro per l’impiego a fare i colloqui con i percettori del reddito di cittadinanza per cercare di mandarli a lavorare“. Significativa la replica di Severino Nappi, presidente associazione Napoli Nord. “Leggo che Vincenzo De Luca ironizza sui navigator e sul numero dei consulenti del ministero del Lavoro. Invito gli organi competenti e i cittadini a verificare il numero dei consulenti che, negli anni del suo malgoverno, sono stati nominati nelle partecipate, nelle controllate e nella galassia di enti che, a vario titolo, ‘collaborano’ con la Regione Campania – sottolinea Nappi – Ne scopriranno delle belle per quantità, criteri e modalità di selezione. Mi limito a citare solo 2 soggetti: Sviluppo Campania e Ifel. Basta una semplice ricerca – conclude – per capire chi, di fatto, ha abusato dello strumento delle collaborazioni, causando precariato, mortificando il merito e generando un vero e proprio carrozzone clientelare”.

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