Referendum giustizia 2026, respinto l’assalto alla magistratura e prima sconfitta politica per Giorgia Meloni
Il No ha nettamente prevalso nel referendum costituzionale sulla riforma della giustizia promossa dal governo guidato da Giorgia Meloni. Con oltre il 54% dei voti favorevoli al No contro il 46% per il Sì, gli elettori italiani hanno respinto la proposta di modifica della Costituzione che prevedeva cambiamenti strutturali al sistema giudiziario, inclusa la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e una revisione dell’assetto del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
L’esito, registrato con un’affluenza superiore alle aspettative, segna una chiara sconfitta politica per l’esecutivo e una conferma della volontà popolare di difendere l’autonomia della magistratura e l’equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione italiana.
Reazioni dopo il voto
Il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato sui social: “Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!” Un messaggio di soddisfazione per una battaglia in difesa dell’indipendenza della magistratura.
Anche Giovanni Bachelet, presidente del Comitato “Società Civile per il No”, ha sottolineato il valore della vittoria per tutti i cittadini, paragonandola a momenti storici di svolta democratica nel nostro Paese.
Un duro colpo per il governo
Per il governo e in particolare per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il verdetto rappresenta un serio ridimensionamento politico a pochi mesi dalle prossime elezioni nazionali. La riforma, che il governo aveva descritto come necessaria per modernizzare e rendere più efficiente la giustizia italiana, è stata percepita da una larga fetta dell’opinione pubblica e dalle opposizioni come un pericolo per l’indipendenza dei giudici e per l’equilibrio costituzionale.
Cosa succede ora
Con la vittoria del No, la riforma costituzionale approvata dal Parlamento nel 2025 non entrerà in vigore e il testo rimarrà così com’è, compreso l’attuale assetto della magistratura e del CSM. Il risultato potrebbe avere ripercussioni politiche nei prossimi mesi, influenzando alleanze, campagne elettorali e il dibattito pubblico sul futuro delle istituzioni italiane.
Indette le prime manifestazioni per festeggiare la vittoria del No. Potere al Popolo ha indetto iniziative nelle principali città italiane. A Napoli appuntamento a Largo Berlinguer alle 18.
Ciro Crescentini
