Gaza, garantire a tutti gli stessi diritti e decidere se stare con gli oppressi o con gli oppressori.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Israele e Palestina tornano a combattersi, ma si tratta sempre di una guerra impari che si evolve in un massacro compiuto da Israele a danno del popolo palestinese.

Le immagini dei razzi che tornano a cadere su Gaza ci fanno rendere conto che gli anni passano ma i conflitti vengon covati all’interno degli animi e mai dimenticati, anzi in Occidente  diventano oggetto di strumentalizzazione politica da parte di chi sente le piazze di propria proprietà.

Gli accordi di Oslo sono ormai lontani 28 anni, ma quella sembrava la soluzione degna di un conflitto lungo che viene addirittura ripreso dal più grande “best seller” della storia quale la Sacra Bibbia.

Il conflitto Isralo-Palestinese  è stato spesso definito “guerra religiosa”, in realtà oggi è divenuto un massacro geopolitico, dovuto alla spartizione delle terre, degli spazi, ma anche e soprattutto alle condizioni di due popoli che vivono in situazioni diverse: gli ebrei vivono città lussuose, mentre gli arabi vivono in aree militarizzate circondate da filo spinato, torrette, mitragliatrici.

La verità sta tutta qui: due pesi e due misure!

Il tema non è solo il massacro e chi lo ha iniziato, bensì è come si è potuto consentire che si arrivasse ad una simile situazione e perché si continua a far finta di nulla mentre i diritti degli individui vengono calpestati?

La risposta sta nella colpevole indifferenza dell’Occidente che forse, perché non fummo tutti brava gente negli anni del nazismo, ha scelto di sostenere il diritto di Israele ad essere Stato, anziché impegnarsi in un’azione diplomatica che potesse portare ad una soluzione che non è tanto due popoli e due Stati, perché alla fine rischieremmo di avere comunque la Palestina sottomessa ad Israele, bensì due popoli e diritti eguali dovrebbe essere il reale tema della risoluzione.

Eppure Biden fa orecchie da mercanto e sceglie di non scegliere, l’ONU rilascia timide dichiarazioni e l’Unione Europea come sempre è influente sulla scena politica internazionale.

In Italia invece accadendo fatti assai singolari, visto che in piazza per Israele ci scendono Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani, fin qui sarebbe tutto normale se non fosse che con questi ultimi erano presenti anche Enrico Letta, Carlo Calenda e Virginia Raggi.

Insomma, tutti insieme appassionatamente a difendere il carnefice mentre l’Occidente tace sulle vittime palestinesi.

Nel rapporto di Human rights watch e di Amnesty international sulla Palestina possiamo leggere di come nella medesima area geografica vi siano palesi violazioni dei diritti umani che se offeso avvenute in Ungheria o ad Hong Kong avrebbero conquistato le prime pagine, ma poiché avviene laddove a nessuno interessa e perché ad Israele le armi le vendiamo noi, va bene così.

Il tema dei due popoli e dei due Paesi non regge più, adesso è il tempo di garantire a tutti gli stessi diritti e decidere se stare con gli oppressi o con gli oppressori.

Francesco Miragliuolo – Segretario dei Giovani Democratici di Fuorigrotta

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