La rabbia dei quartieri popolari: 1350 i veicoli incendiati, 2560 i fuochi appiccati, 47 le stazioni di polizia attaccate, 11 le caserme della gendarmeria.
Si svolgeranno oggi a Nanterre, in Francia, i funerali di Nahel, il 17enne ucciso martedi’ scorso da un agente di polizia durante un controllo stradale. Lo riporta l’emittente televisiva “BfmTv”. Attraverso un comunicato, i legali della famiglia della vittima hanno esortato i giornalisti a non essere presenti alle esequie, sottolineando “l’importanza di garantire il rispetto del lutto e della riservatezza in questo momento difficile”
Salito a 1300 il bilancio dei manifestanti fermati nel corso di una sola notte nel Paese: in totale – secondo quanto comunicato dal ministero dell’Interno – le forze dell’ordine hanno compiuto 1.311 fermi, di cui 406 a Parigi e nella vicina banlieue; 1350 i veicoli incendiati, 2560 i fuochi appiccati, 47 le stazioni di polizia attaccate, 11 le caserme della gendarmeria.
Nel bilancio della quarta notte di rabbia giovanile si sono verificati incendi e assalti diffusi in tutta la Francia, particolarmente accese le proteste a Marsiglia e Lione. Un palazzo comunale è stato bruciato nella Val d’Oise francese. Espropri sotto diverse forme: saccheggiati negozi, grandi magazzini, supermercati ma anche concessionarie, rubate automobili, moto e addirittura un carroattrezzi. Presi d’assalto anche sedi istituzionali: a Lione la posta è andata a fuoco, così come il commissariato. Scene analoghe a Ales, Amiens, Darty, Rennes, Nevers, Clamart, Grenoble e Saint-Etienne. A Marsiglia è stata presa d’assalto un’armeria.
L’età dei manifestanti francesi varia fra i 14 e i 18 anni. È il Sessantotto dei giovani proletari delle periferie. Si riappropriano delle strade e delle piazze dove sono cresciuti imparando a sopravvivere. Espropriano i negozi per riprendersi beni che gli vengono negati.
Il presidente Emmanuel Macron non ha dichiarato lo stato d’emergenza, come molti prevedevano, ma ieri ha minacciato le famiglie dei minorenni protagonisti delle proteste, chiedendo di tenere i giovanissimi a casa.
Ha definito la sommossa popolare “un’inaccettabile strumentalizzazione della morte di un adolescente” annunciando un maggior dispiegamento di forze dell’ordine nelle strade: così è stato, oltre 45 mila uomini delle forze dell’ordine hanno militarizzato le strade, senza però riuscire a disinnescare la rabbia del proletariato delle periferie, dei centri delle piccole e grandi città francesi.
CiCre

