Disabili, minori e senza tetto: «Ci hanno abbandonati. Il contributo non basta»
Hanno protestato salendo sul tetto dell’ex Motel Agip a Secondigliano, le famiglie sgomberate nei giorni scorsi dalla struttura occupata da oltre vent’anni. Una ventina i nuclei coinvolti, molti con bambini, persone disabili o malate, tutti in condizioni di forte fragilità economica. Lo sgombero, annunciato da tempo, è arrivato nonostante settimane di mobilitazioni e appelli pubblici. Nei giorni precedenti, gli ex inquilini avevano perfino occupato simbolicamente il Duomo.
La delibera approvata dalla Giunta comunale prevede un contributo una tantum variabile in base alla composizione familiare: 6mila euro per i nuclei con 1-2 componenti, 8mila per quelli da tre e 10mila euro per le famiglie con quattro o più membri.
Ma le famiglie non ci stanno. In una nota denunciano quanto accaduto come «la conclusione amara di una vicenda gestita molto male dall’amministrazione comunale, con impegni continuamente disattesi per più di otto mesi». A loro dire, sia il sindaco che il direttore generale avevano pubblicamente promesso una sistemazione alternativa, promessa però mai concretizzata.
«Lo sgombero coatto e senza ospitalità delle famiglie poverissime dell’ex Motel Agip dimostra una completa deresponsabilizzazione verso persone abbandonate per decenni in una decadente discarica sociale di proprietà pubblica», si legge ancora nel comunicato firmato dai residenti.
Per almeno 16 dei 22 nuclei rimasti fino allo sgombero, non ci sarebbe alcuna alternativa abitativa. «Il contributo una tantum è infatti una soluzione che non risolve – sottolineano – perché molte famiglie non sanno dove andare, e parliamo di bambini, disabili, persone gravemente malate».
A rendere ancora più difficile la ricerca di un alloggio, secondo gli ex occupanti, è la situazione del mercato immobiliare napoletano. «Siamo individui e famiglie senza reddito stabile, fuori dal mercato delle locazioni private in una città travolta dalla speculazione immobiliare e dall’overtourism. Si è cercato solo di invisibilizzare il problema, che però resta». La protesta, assicurano, continuerà: «La nostra lotta non potrà che andare avanti».
Dal canto suo, il Comune di Napoli difende la propria azione e, in una nota ufficiale, rivendica l’impegno messo in campo per accompagnare i nuclei sgomberati «in un percorso di uscita dall’emergenza, nel rispetto della dignità e dei diritti di ciascuno». Le famiglie, residenti da oltre vent’anni nella struttura, dichiarata inagibile e non più sicura, sarebbero state «seguiti quotidianamente dai servizi sociali, con percorsi di presa in carico personalizzati».
Oltre al contributo economico, l’amministrazione sottolinea di aver attivato «interventi di accompagnamento sociale, con particolare attenzione a minori, anziani, disabili e soggetti vulnerabili». Una misura straordinaria, riconosce il Comune, che «non rappresenta una soluzione definitiva, ma un passo necessario per offrire un sostegno immediato e dignitoso, in attesa di interventi strutturali più ampi».
Intanto, per molte delle famiglie sgomberate, la priorità resta una: avere un tetto sicuro sotto cui vivere.
CiCre
