Continuano i controlli sulle prestazioni assistenziali erogate indebitamente. Sindacati in rotta, clima teso tra i dipendenti
Continuano senza sosta i controlli incrociati alla Cassa Edile di Napoli, l’ente bilaterale gestito dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil insieme all’Associazione dei Costruttori. Un’indagine interna, fortemente voluta dal presidente Rodolfo Girardi e coordinata dal direttore uscente Mattia D’Acunto, ha già portato alla luce oltre 300 mila euro di prestazioni assistenziali erogate indebitamente. Ma secondo fonti interne, quello che è emerso finora sarebbe solo la punta dell’iceberg. Tutte le irregolarità accertate saranno trasmesse alla Procura della Repubblica di Napoli.
La denuncia di un operaio fa crollare il castello
L’inchiesta è nata dalla denuncia di un operaio, raccolta da un dirigente sindacale della Fillea Cgil. A emergere, un sistema di frodi e anomalie nella gestione di sussidi e contributi: assegni di natalità concessi senza i requisiti, premi di studio fittizi, sussidi straordinari ottenuti con documenti inventati, certificati medici fasulli per accedere ai rimborsi malattia, titoli di studio falsi e persino dilazioni concesse a imprese non in regola.
Secondo le prime ricostruzioni, molti degli operai coinvolti erano completamente ignari di queste operazioni. Al centro dello scandalo ci sarebbero tre operatori di una nota sigla sindacale, che avrebbero agito da intermediari presentando documentazione falsa.
Le dimissioni di D’Acunto e il clima di tensione al Formedil
Nel frattempo, Mattia D’Acunto, dopo un’esperienza particolarmente positiva alla guida della Cassa Edile e del Formedil Napoli – l’ente bilaterale per la formazione e la sicurezza sul lavoro – ha ufficializzato le sue dimissioni da entrambi gli incarichi. Un passo che arriva come naturale conseguenza del riconoscimento del suo impegno e dei risultati raggiunti: a fine mese assumerà infatti un ruolo dirigenziale all’interno dell’Associazione Costruttori di Napoli (ACEN). La sua uscita ha però aperto un vivace confronto tra sindacati e parte datoriale in merito alla sua sostituzione.
La Fillea Cgil e l’Associazione dei Costruttori propongono ora una svolta radicale: concorso pubblico per la nomina dei nuovi direttori, commissione tecnica esterna per valutare i candidati e regole trasparenti contro il nepotismo e il familismo. Ancora poco chiare, invece, le posizioni di Filca Cisl e Feneal Uil. Secondo indiscrezioni, la Feneal Uil starebbe spingendo per la nomina di Giovanni Solimene alla direzione del Formedil Napoli. Solimene ricopre attualmente il ruolo di direttore del Formedil Avellino. Una proposta che sarebbe stata accolta con freddezza dalla Fillea Cgil e dai Costruttori.
Il rischio delle “nomine mascherate” e nuove tensioni
Fillea Cgil e Costruttori sono contrari anche al ricorso di nomine camuffate da incarichi secondari – come quelli di vicedirettore – rischiando di creare nuove poltrone piuttosto che rispondere a esigenze organizzative reali.
In questo clima già carico di tensione, anche all’interno del Formedil Napoli il confronto si sta inasprendo. Durante una recente riunione, un dirigente sindacale avrebbe esibito pubblicamente la busta paga di un dipendente che ricopre il ruolo di tecnico e formatore, accusandolo di “percepire benefit eccessivi”. Un gesto che ha suscitato forte indignazione e che, se confermato, potrebbe configurare una violazione della privacy con risvolti legali.
Una domanda sorge spontanea: se un dipendente lavora come formatore o tutor con assiduità, professionalità e competenza, perché non dovrebbe essere retribuito? Ancora più singolare che a mostrare pubblicamente la busta paga sia stato un dirigente sindacale, figura che dovrebbe essere garante della legalità e della trasparenza e impegnarsi, piuttosto, per impedire che Formedil Napoli si trasformi in un’azienda familiare.
Contestazioni e lo spettro dell’esternalizzazione
A peggiorare la situazione, emergono nuovi episodi critici: un altro dipendente avrebbe subito una raffica di contestazioni disciplinari ritenute pretestuose, segno di un clima interno sempre più avvelenato.
Sul tavolo anche un tema delicato: la proposta – sembra sostenuta dalla Feneal Uil – di esternalizzare completamente attività formative, docenze e tutoraggio a società private. Una linea che trova la ferma opposizione della Filca Cisl e della Fillea Cgil, che difendono l’esperienza e la professionalità del personale interno, da anni impegnato nella formazione con competenza e dedizione.
In una fase in cui sarebbe necessario ricostruire fiducia, puntare sulla trasparenza e rilanciare il ruolo degli enti bilaterali nel comparto edile, il dibattito sembra invece incagliato su nomine, contrapposizioni di potere, familismi, lottizzazioni e logiche spartitorie.
Red
