Commissario sanità, la Lega salva ancora De Luca: salta la nomina

Nel cdm di oggi non trova posto la sostituzione del governatore incompatibile. Il M5S attacca il Carroccio. Il ministro Grillo: “Applicare la legge, basta capricci”. Il consigliere Ciarambino: “I leghisti dicano da che parte stanno”. E il governatore: “La pazienza è finita”

Sanità campana, la Lega salva ancora Vincenzo De Luca. Nel cdm di oggi salta la nomina del nuovo commissario, nonostante il pressing del M5S. E l’affaire apre un nuovo fronte nel governo. Come appariva chiaro da ieri – quando era pure giunto il rifiuto del manager ligure Fulvio Moirano, indicato dal ministro della salute Grillo – nemmeno l’ultimo consiglio dei ministri approva la sostituzione di De Luca, incompatibile per la norma sul divieto di doppio incarico. Anzi, il dossier viene sfilato dall’ordine del giorno. Riunito a Reggio Calabria, il governo decide di commissariare la sanità calabrese, ma la Campania resta tabù. Ad impedire il cambio della guardia, la resistenza del Carroccio. Non nasconde il malumore la titolare del dicastero della salute. “In Parlamento abbiamo votato una legge che prevede l’incompatibilità tra la carica di presidente di Regione e quella di commissario. – ricorda Grillo agli alleati- Non è una legge facoltativa, va applicata. Se la Regione rimane commissariata, non lo deve ad una decisione soggettiva, ma oggettiva dopo l’analisi di dati dei tavoli di monitoraggio, che si sono riuniti e hanno certificato che la Campania rimane commissariata al di là dei capricci”.

 

Attacca i leghisti il consigliere regionale Valeria Ciarambino: “È arrivato il momento per la Lega di dire, una volta per tutte, da che parte sta. Se con i cittadini della Campania, che da anni invocano il sacrosanto diritto a un’assistenza sanitaria adeguata, o con chi ha devastato la sanità della nostra regione, andando addirittura contro una norma votata dai suoi stessi rappresentanti in Parlamento”. L’esponente del M5S agita ancora i sospetti di inciucio: “L’ostruzionismo di chi non ha consentito che vi fosse un avvicendamento già oggi continua a dare conferma ai nostri dubbi. Ovvero, che la Lega potrebbe aver teso una mano a De Luca in virtù di un accordo di cui non ci è ancora chiara la natura”. De Luca, invece, resta sulla trincea delle carte bollate. “La pazienza è finita – ringhia il governatore-commissario-, ci aspettiamo la correttezza e il rispetto dei fatti”. La Regione chiede di uscire dal commissariamento, e brandisce la diffida al governo, inviata a febbraio. “I commissari si nominano per due motivi – insiste De Luca-: quando c’è una gestione finanziaria in deficit e quando non di raggiungono i Livelli essenziali di assistenza. La Campania ha raggiunto da 6 anni l’attivo di bilancio e da un anno l’obiettivo dei Lea, quindi qual è il motivo per parlare di commissariamenti?”. I 5 stelle però non demordono: l’obiettivo è riportare il caso Campania nel cdm di martedì prossimo. Il lungo ponte di aprile, e la Lega, però danno respiro a De Luca.

Gianmaria Roberti

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