La Sezione lancia una sfida alla Segreteria nazionale: difendere i valori dei partigiani o diventare un “simulacro rituale”?
Nei giorni scorsi, la Segreteria nazionale e il Comitato nazionale dell’ANPI hanno deciso di commissariare la Sezione ANPI Napoli Zona Orientale “Aurelio Ferrara”. Una decisione che la Sezione contesta fermamente, denunciando l’assenza di qualsiasi verifica preventiva, di una fase istruttoria e di un confronto con i diretti interessati.
«Si tratta di un provvedimento calato dall’alto, senza contraddittorio, che interviene sulla vita democratica di un’associazione che dovrebbe fondarsi sulla partecipazione e sulla libertà di discussione», afferma il comunicato della Sezione.
La Sezione denuncia inoltre la totale mancanza di trasparenza: non è stato infatti reso pubblico il risultato del voto del Comitato nazionale, né il numero dei voti favorevoli, contrari o delle astensioni, impedendo di conoscere le reali posizioni dei dirigenti nazionali.
Nel comunicato si sottolinea anche la gravità politica della decisione: secondo la Sezione, il commissariamento favorirebbe l’ingresso nell’ANPI di figure e posizioni compatibili con le politiche di guerra, il sionismo e l’industria bellica, in netto contrasto con la storia antifascista e di giustizia dell’associazione.
«Per queste ragioni non riconosciamo né politicamente né giuridicamente il commissariamento della nostra Sezione e ci impegneremo a contrastarlo con ogni mezzo, sia di natura politica che legale», aggiungono.
In risposta alla decisione della segreteria nazionale, la Sezione ha autoconvocato un’assemblea aperta agli iscritti e alla cittadinanza, che si terrà il 14 gennaio alle ore 16 presso il Centro Polifunzionale “De Ciccio” nel rione Incis di Ponticelli. L’ordine del giorno prevede il respingimento politico e legale del commissariamento, e l’evento sarà trasmesso in diretta su Facebook.
La Sezione chiude il comunicato con una domanda aperta alla Segreteria nazionale:
«Volete continuare sulla strada che rischia di trasformare l’ANPI in un simulacro rituale, utile a coprire a sinistra i sostenitori delle politiche di guerra e a contribuire alla torsione autoritaria del Paese? Oppure volete un’ANPI degna dei partigiani e degli antifascisti di cui porta il nome, capace di difendere concretamente i valori di giustizia sociale, pace, democrazia e libertà?»
Ciro Crescentini

