Ehud Yaari del Canale 12 ammette che le manifestazioni non si espandono e che il regime di Teheran resta stabile, smentendo le previsioni dei media israeliani.
Le previsioni di un imminente crollo del regime iraniano diffuse dai media israeliani negli ultimi giorni sono state ampiamente esagerate, ammette Ehud Yaari, noto analista del Canale 12.
“Voglio scusarmi con gli spettatori e con me stesso. In questo momento non vediamo una crescita delle manifestazioni, né un’espansione della rivolta. La situazione non è paragonabile a quella del 1978-1979, prima dell’arrivo di Khomeini a Teheran”, ha dichiarato Yaari.
Secondo l’analista, le proteste, pur continuando, sono diminuite sia nel numero che nella partecipazione, concentrandosi principalmente nella capitale. Da centinaia di luoghi di protesta, oggi si contano circa dieci principali focolai, molti dei quali nell’area orientale di Teheran. La maggior parte delle manifestazioni rimane di medie dimensioni.
Regime stabile, apparati intatti
Yaari ha anche smentito le voci che davano per imminente la disgregazione del regime.
- L’esercito regolare e i Guardiani della Rivoluzione funzionano regolarmente.
- Non si registrano cedimenti nel Basij, la forza paramilitare iraniana.
- Le divisioni governative o istituzionali non mostrano alcuna criticità.
Per quanto riguarda Reza Pahlavi, l’erede della dinastia Pahlavi, Yaari osserva che “i tentativi di assumere la guida della rivolta finora non hanno avuto successo”. “Per guidare una rivoluzione servono figure carismatiche e organizzazione. Al momento non ci sono segnali chiari su dove stia andando la situazione”, ha aggiunto Yaari.
Fattore clima e prospettive future
Yaari ha sottolineato come l’inverno rigido in Iran possa influire sulla partecipazione alle proteste.
“Ci vorranno settimane per capire se le rivolte potranno espandersi. Non aspettatevi cambiamenti drastici domani mattina”, ha avvertito.
Concludendo, l’analista ha espresso pubbliche scuse per le previsioni eccessivamente ottimistiche dei media israeliani: “abbiamo esagerato nell’affermare che la caduta del regime fosse imminente. Dobbiamo guardare ai fatti con realismo”.
Alma
