Il Desk
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche
No Result
View All Result
Il Desk
No Result
View All Result

Campi Flegrei, il ministro Musumeci parla di rischio ma lo Stato ha costruito basi NATO e fabbriche d’armi

Redazione by Redazione
21 Marzo 2025
in Attualità, Napoli, Notizie correlate
0

Sfruttata l’area per decenni senza pensare alla sicurezza dei cittadini, ora arriva la retorica governativa

Il Ministro Nello Musumeci, nella sua recente comunicazione in Aula alla Camera, ha fatto il punto sulla situazione dei Campi Flegrei, un’area tra le più pericolose al mondo a causa della sua natura vulcanica. Ha parlato di “rischio elevato” e di una “programmazione accurata” che avrebbe dovuto impedire qualsiasi tipo di costruzione in questa zona. Tuttavia, la verità è ben diversa. Lo Stato ha consentito, e addirittura promosso, una costruzione incessante in un’area ad altissimo rischio. Lo Stadio San Paolo, la base Nato, la fabbrica d’armi Leonardo, l’Accademia Aeronautica, il carcere minorile, l’ippodromo, ospedali e piscine olimpioniche sono solo alcune delle infrastrutture che sorgono proprio in un’area definita “ad alta pericolosità”.

Musumeci denuncia l’assenza di una programmazione urbanistica seria nel dopoguerra, ma che dire di tutti gli anni in cui lo Stato ha continuato a ignorare i rischi legati al territorio, autorizzando una urbanizzazione selvaggia? Eppure, lo Stato è stato complice di un sistema che ha scelto di sfruttare quella terra, come se il rischio vulcanico fosse solo una questione di poco conto. Si tratta di una totale ipocrisia che oggi viene denunciata come “inadeguatezza storica”, ma che affonda le radici in decisioni politiche che non hanno mai messo in discussione la crescita a qualsiasi costo.

Il Ministro ha parlato di “programmazione strutturata”, vantandosi dell’azione del Governo, ma questa programmazione è stata, finora, solo un’inutile retorica. Il governo ha stanziato 52 milioni di euro per la ricognizione delle criticità, ma cosa sono questi soldi di fronte alla completa assenza di informazioni precise sulla reale situazione? La comunità locale, da anni esposta a un rischio costante, è rimasta in un’incertezza totale. I vulcanologi, infatti, si sono espressi con pareri discordanti sulla reale portata del pericolo. Alcuni, infatti, hanno parlato di un rischio imminente, mentre altri hanno sminuito la minaccia, alimentando solo confusione. In tutto questo, la popolazione non ha mai ricevuto informazioni chiare e tempestive, un punto che Musumeci ha evitato di sottolineare. La gestione dell’informazione è stata drammaticamente carente, con dichiarazioni da parte di esperti che si sono spesso contraddette, senza che nessun organo competente prendesse posizione definitiva.

Ma c’è di più. Non solo la comunicazione è stata insufficiente, ma la vera mancanza riguarda la sicurezza degli edifici, tanto pubblici quanto privati. Dove sono i piani di messa in sicurezza degli edifici, di quelli pubblici in primis, che rischiano di non resistere a una qualsiasi emergenza sismica o vulcanica? Perché non è mai stato avviato un serio piano di messa in sicurezza di ospedali, scuole, abitazioni? Si è mai pensato di adottare politiche di sgravi fiscali come il Sismabonus per incentivare la ristrutturazione e la messa in sicurezza degli immobili? È un’inaccettabile omissione che grida vendetta, in quanto la sicurezza di ogni singola persona dovrebbe essere una priorità assoluta.

Musumeci ha parlato di un rischio “elevato”, eppure, a fronte di questa consapevolezza, non sono state adottate misure efficaci. Il ministro ha sollevato la questione dell’evacuazione, menzionando le 388 persone che sono state costrette a lasciare le loro case, ma non ha dato risposte chiare su come verranno trattati i circa 100.000 residenti che ancora vivono a rischio. La mancata chiarezza sul futuro delle trivellazioni e degli studi geotermici in zona è un altro aspetto che è stato del tutto ignorato. A chi giova continuare a procedere con attività potenzialmente rischiose senza una valutazione completa dei danni che potrebbero derivare da un cambiamento nella dinamica vulcanica?

Il governo, come ha sottolineato giustamente il deputato M5S Antonio Caso, ha sempre bocciato le proposte concrete portate avanti da molti parlamentari, dando l’impressione che l’emergenza non fosse davvero presa sul serio. Così come la critica del deputato Francesco Emilio Borrelli, che ha parlato di un “trattamento ingiusto” nei confronti dei cittadini dei Campi Flegrei, appare tristemente fondata. È lo Stato che ha permesso la costruzione di tutto, mentre oggi, di fronte alla crisi, cerca di scaricare la colpa sui cittadini che non sono mai stati adeguatamente informati né preparati.

Nel frattempo, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi cerca di minimizzare la situazione parlando di una “convivenza con il rischio”. Ma non è questo il punto. Il rischio non può essere ridotto a un concetto astratto di “convivenza”, soprattutto quando, per anni, lo Stato ha ignorato le soluzioni pratiche per ridurre il pericolo. E il piano di sicurezza non si può ridurre a qualche esercitazione annuale, con “quasi nulla partecipazione” da parte della popolazione, come ha giustamente evidenziato il Ministro. Non si può chiedere ai cittadini di essere coinvolti in esercitazioni se, nel contempo, non vengono mai fornite risposte concrete e soluzioni pratiche.

La verità è che i Campi Flegrei sono un’emergenza che va gestita con urgenza e serietà. Non servono più parole vuote, ma fatti concreti: un piano di messa in sicurezza degli edifici, incentivi per ristrutturare in sicurezza, chiarezza assoluta sul rischio e sulle attività in corso, e un governo che si assuma la responsabilità di fare davvero tutto il possibile. Se lo Stato non agisce, la gente dei Campi Flegrei sarà costretta ad affrontare da sola un futuro che è stato troppo a lungo ignorato.

Tags: campi flegreinapoli
Previous Post

Arrestata Lucia Simeone, segretaria di Martusciello: il caso Huawei

Next Post

Via Matilde Serao e Strada Statale 162: iniziano i Lavori di Bonifica del Costone

Next Post
Via Matilde Serao e Strada Statale 162: iniziano i Lavori di Bonifica del Costone

Via Matilde Serao e Strada Statale 162: iniziano i Lavori di Bonifica del Costone

🕐 Aggiornato il: 21/03/2025 alle 12:40

Le news in evidenza

  • Sfruttamento del lavoro in Italia: l’inchiesta che smaschera la filiera del caporalato 12 Giugno 2026
  • Laureati italiani, all’estero guadagnano fino al 60% in più: i dati choc AlmaLaurea 12 Giugno 2026
  • Allarme bradisismo ai Campi Flegrei: interrotta la linea ferroviaria Napoli–Pozzuoli 12 Giugno 2026
  • Essere donna nell’antica Pompei: la mostra arriva a Oslo 12 Giugno 2026
  • Acqua pubblica Napoli, scontro totale su ABC: comitati in piazza contro la trasformazione in società per azioni 12 Giugno 2026
  • Napoli Servizi, 187 assunzioni nel mirino: FLAICA-CUB e USB chiedono chiarimenti su graduatorie e reclutamento 12 Giugno 2026

ILDESK è una testata giornalistica registrata

Direttore responsabile Ciro Crescentini. Registrata presso il Tribunale di Napoli n.32 dell’ 08/07/2013. Editore Immediate Media Srl – P.iva 05656330650 Contatti: [email protected]

  • Redazione
  • Cookie Policy
  • Copyright

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.

Gestisci Consenso
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}
No Result
View All Result
  • Campania
    • Napoli
    • Salerno
    • Avellino
    • Benevento
    • Caserta
  • Attualità
  • Sport
  • Arte e Cultura
  • Musica e Spettacoli
  • Economia e Società
  • Rubriche

© 2013 - 2026. Tutti i diritti riservati Il Desk - Made with ❤ in Italy by IMMEDIATE Media Group.