Campania, “schedato” chi fugge da zone rosse. Il Viminale blocca De Luca

Il ministero contro i governatori meridionali: “Non possono dare ordini ai Prefetti”. La Regione mette in quarantena obbligatoria chi proviene dalle zone a rischio. Stop a palestre e piscine. Movida nel mirino, possibile chiusura di baretti e pub

Emergenza Coronavirus, il governatore De Luca firma nuova ordinanza, stabilendo l’obbligo di quarantena chi fugge dalle nuove zone rosse. Ma il ministero dell’interno fulmina lui e gli altri governatori: “Le direttive ai prefetti non spettano ai presidenti delle Regioni”. Intanto De Luca annuncia: “Pronti a chiudere bar, locali, pub”. Una minaccia contro le posizioni “irresponsabili” di chi, anche questo weekend, si è riversato in massa nella movida. “Nella nottata di ieri, sabato notte – afferma -, i baretti della zona della movida a Napoli e i centri storici delle principali città campane erano gremiti di ragazzi ammassati l’uno sull’altro. Non guarderemo in faccia a nessuno, se continua così”. L’emergenza è anche negli organici della sanità. Dalla Regione spiegano che mancano all’appello 1600 unità di personale” tra medici, infermieri, operatori socio sanitari. Servono anestesisti, infettivologi, pneumologi, specialisti di medicina interna, farmacia, nefrologi, medici di pronto soccorso. “Partiremo – sostiene De Luca – con contratti a tempo determinato con medici impegnati in quelle scuole di specializzazione”. Si lavora per lo scorrimento graduatorie, anche per gli infermieri.
“Ci muoviamo con poteri commissariali – aggiunge il governatore – che ci sono stati assegnati, ma ci sono dubbi interpretativi se possiamo procedere da subito o serve un passaggio prima con il Ministero. Noi andiamo avanti senza altri passaggi”. De Luca promette anche il raddoppio dei posti letto in terapia intensiva, dagli attuali 320 a 500 aggiuntivi.

L’ordinanza numero 8 e lo scontro col Viminale. Nell’ordinanza numero 8, di stamane, De Luca prescrive che chiunque sia fuggito nella notte dalla Lombardia o da altre zone rosse, è obbligato alla quarantena per 14 giorni. “C’è stata la corsa a tornare al Sud – dice – quelli che arrivano dal Nord, dalle regioni a rischio, devono andare in isolamento domiciliare per motivi prudenziali, per due settimane”. C’è l’obbligo di isolamento domiciliare per le persone rientrate in Campania dalla zona rossa. Dovranno “mantenere lo stato di isolamento fiduciario per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali”. Ed osservare “il divieto di spostamenti e viaggi”, rimanendo raggiungibili “per ogni eventuale attività di sorveglianza”.

Poi c’è il punto di frizione con il governo, una sorta di “schedatura” per i “fuggitivi” dalle zone rosse. Infatti, ai concessionari di servizi di trasporto aereo, ferroviario e autostradale “è fatto obbligo di acquisire e mettere a disposizione delle forze dell’ordine e dell’unità di crisi regionale”, dei Comuni e delle Asl “i nominativi dei viaggiatori relativamente alle tratte provenienti da Milano o dalle Province indicate al comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio “con destinazione aeroporti e le stazioni ferroviarie, anche dell’Alta Velocità del territorio regionale”. L’obbligo riguarda “tutti gli individui che hanno fatto o faranno ingresso in regione Campania, con decorrenza dalla data del 7 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020, provenienti dalla Regione Lombardia e dalle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia”. La comunicazione “di tale circostanza va fatta al Comune e al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta o all’operatore di sanità pubblica del servizio di sanità pubblica territorialmente competente”. Viene richiesto di “in caso di comparsa di sintomi, di avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta o l’operatore di sanità pubblica territorialmente competente per ogni conseguente determinazione”.

Ma contro l’iniziativa del governatore campano, e di quelli di altre regioni meridionali, arriva il Viminale. “Il ministro dell’Interno, autorità nazionale di Pubblica Sicurezza – si informa-, sta predisponendo una direttiva indirizzata a tutti i Prefetti per dare attuazione uniforme e coordinata alle disposizioni varate con Dpcm dell’8 marzo per contenere la diffusione del coronavirus che investono profili di ordine e sicurezza pubblica”. E “Pertanto – si legge – ferma restando l’autonomia di ciascun Ente nelle materie di competenza nei limiti della legislazione vigente, non risultano coerenti con il quadro normativo le ordinanze delle Regioni contenenti direttive ai Prefetti, che, in quanto Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, rispondono unicamente all’Autorità Nazionale”.  La prima ad adottare questo tipo di ordinanza era stata la Puglia. Nel giro di qualche ora tutte si sono accodate Molise, Calabria, Basilicata, Abruzzo, Campania e Sicilia.

Stop a piscine e palestre. Il provvedimento di De Luca dispone pure “con decorrenza immediata e fino al 3 aprile 2020 la sospensione sul territorio regionale delle seguenti attività: piscine, palestre, centri benessere”. Inoltre “è disposta, con riferimento ai centri di riabilitazione per soggetti disabili, la facoltà di differimento delle terapie, su richiesta del tutore o legale rappresentante, senza che ciò comporti decadenza dal diritto alla prestazione”. Ad integrazione dell’ordinanza viene chiarito che “la sospensione delle attività relative alle palestre riguarda l’uso individuale e privato delle stesse. Pertanto, con tutte le precauzioni previste, può proseguire l’attività agonistica relativa ai Campionati nazionali”.

Controlli per chi si imbarca verso le isole. Da oggi chi imbarca per Ischia e Procida dal porto di Pozzuoli viene sottoposto ai controlli sanitari per il coronavirus. In ottemperanza alla ordinanza del presidente della Regione, all’approdo flegreo i passeggeri in procinto di partire per le due isole vengono monitorati con la misurazione della febbre e la richiesta di informazione circa il luogo di provenienza e lo stato di salute oltre alla esibizione dei documenti di identità; i controlli vengono effettuati da personale della Asl Napoli 2 con una postazione mobile. In caso di eventuali sospetti – febbre oltre 37.5 e possibile contatto con pazienti risultati positivi – i sanitari invitano i cittadino a controlli più approfonditi con un medico dell’Azienda Sanitaria.

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