Un intervento legislativo urgente per garantire la sicurezza nei cantieri e prevenire gli infortuni legati alle alte temperature.
L’arrivo della stagione calda ha sollevato nuove preoccupazioni in Italia, soprattutto per i lavoratori edili, già esposti ai rischi di stress termico e colpi di calore. Di fronte a un caldo che arriva sempre più precocemente e con maggiore intensità, i segretari nazionali di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil hanno sollecitato un intervento legislativo urgente per affrontare il problema a livello strutturale. In una lettera indirizzata al Ministro del Lavoro Marina Elvira Calderone e ai presidenti delle Commissioni Salute e Sicurezza della Camera dei Deputati e del Senato, onorevoli Chiara Gribaudo e Celestino Magni, i sindacati hanno chiesto la convocazione di un incontro per discutere le modalità di protezione per i lavoratori dell’edilizia esposti alle alte temperature.
Le proposte dei sindacati: un decreto nazionale contro il caldo
L’iniziativa si inserisce nell’ambito di una richiesta concreta per l’introduzione di un “Decreto Grande Caldo” nazionale. Sebbene alcune regioni, come la Campania, abbiano già adottato provvedimenti emergenziali come il “Decreto Caldo”, i sindacati sottolineano che questi strumenti non sono sufficienti a risolvere la questione in modo strutturale. «Le ordinanze regionali sono provvedimenti validi per l’emergenza, ma non possono essere la soluzione definitiva», scrivono i segretari di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Stefano Costa, Cristina Raghitta e Giulia Bartoli.«Abbiamo bisogno di un intervento legislativo che fornisca risposte durevoli e che garantisca la protezione dei lavoratori anche nei decenni a venire.»
Una delle richieste principali riguarda la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria. I sindacati propongono che in caso di temperature estreme, l’indennizzo debba essere esteso oltre il limite massimo di durata previsto per i trattamenti di cassa integrazione, fissato a 52 settimane nel biennio mobile. La richiesta di una copertura finanziaria adeguata per garantire questo supporto economico sottolinea la necessità di bilanciare la sicurezza dei lavoratori con la sostenibilità economica delle imprese.
Le misure da inserire nel Decreto Legislativo 81/08
Un altro punto cruciale per i sindacati riguarda l’aggiornamento del Decreto Legislativo 81/08, che disciplina la sicurezza sul lavoro. I sindacati chiedono che i rischi legati alle alte temperature vengano inseriti esplicitamente nei piani formativi e che diventino oggetto di verifica obbligatoria durante la sorveglianza sanitaria. La proposta include anche una revisione delle normative per garantire che tutti i datori di lavoro siano obbligati a prevedere la protezione dei lavoratori da stress termico e colpi di calore.
«Troppo spesso – affermano i sindacati – le misure di sicurezza relative al caldo vengono ignorate. Non si forniscono le tutele minime come acqua fresca, luoghi d’ombra o protezioni adeguate, e in molti casi non si riorganizzano gli orari di lavoro per evitare che i lavoratori restino sotto il sole durante le ore più calde della giornata.»
Il risultato di anni di inattività
Secondo i dati Inail, nel 2023 sono stati segnalati oltre 1.800 casi di infortuni legati allo stress termico in Italia, la maggior parte dei quali nei settori edile e agricolo. I numeri parlano chiaro: la protezione dei lavoratori contro il caldo estremo non è sufficiente. Ogni anno, infatti, i rischi aumentano, ma le misure concrete per affrontarli rimangono sporadiche e spesso limitate a soluzioni temporanee. I sindacati chiedono, pertanto, un cambiamento radicale nella cultura della sicurezza, che passi dall’emergenza alla prevenzione strutturale.
Un incontro urgente per la sicurezza
Per discutere di queste problematiche e delle soluzioni necessarie, i segretari nazionali dei sindacati hanno richiesto un incontro urgente con le autorità competenti. Oltre al Ministro del Lavoro, è stato richiesto il coinvolgimento dei presidenti delle Commissioni Salute e Sicurezza della Camera dei Deputati e del Senato, poiché la questione non riguarda solo il settore edile, ma la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori esposti ai rischi da alte temperature.
La situazione in Campania: un appello alla Regione
Parallelamente all’iniziativa nazionale, in Campania la situazione continua ad essere preoccupante. La Feneal Uil Salerno ha rinnovato l’appello al presidente della Regione, Vincenzo De Luca, affinché venga adottato con urgenza il “Decreto Caldo”, già varato nel luglio 2024. La normativa regionale prevedeva misure specifiche per proteggere i lavoratori edili dal caldo eccessivo, tra cui la rimodulazione degli orari di lavoro, la sospensione delle attività nelle ore più calde e la fornitura di presidi come acqua, sali minerali e protezioni solari. Tuttavia, con l’arrivo anticipato di temperature elevate, la Feneal Uil ha richiesto un pronto rinnovo del provvedimento per proteggere adeguatamente i lavoratori.
Patrizia Spinelli, segretaria della Feneal Uil Salerno, ha dichiarato che la situazione climatica è già critica e che ogni giorno di attesa rischia di compromettere la sicurezza dei lavoratori. «Serve un’azione tempestiva e strutturata», ha affermato, «che tuteli la salute dei lavoratori senza compromettere la loro dignità.»
L’importanza della prevenzione
Nel contesto di questa crescente emergenza, i sindacati non si limitano a chiedere risposte dalle istituzioni, ma sollecitano anche il mondo delle imprese ad attivarsi per garantire condizioni di lavoro più sicure. Le imprese sono invitate a rivedere gli orari di lavoro, ad introdurre pause più frequenti e a fornire adeguati spazi di riposo per prevenire il colpo di calore. Inoltre, viene richiesto che le imprese forniscano i presidi minimi per la protezione contro il caldo, come acqua fresca, sali minerali e zone ombreggiate.
Una priorità nazionale
Il caldo estremo non è più un evento stagionale isolato, ma una minaccia crescente legata al cambiamento climatico. Per garantire la sicurezza dei lavoratori edili e degli altri lavoratori esposti, è fondamentale che le misure emergenziali vengano sostituite da politiche strutturali e integrate a livello nazionale. Un Decreto Grande Caldo che tuteli i lavoratori, prevenga gli infortuni e garantisca un’adeguata risposta economica in caso di interruzioni delle attività è essenziale per affrontare la sfida del caldo estremo.
In attesa di una risposta dalle istituzioni, la battaglia per la sicurezza e il benessere dei lavoratori continua. I sindacati si appellano a tutte le parti coinvolte per garantire che la salute dei lavoratori non venga messa in secondo piano di fronte agli effetti devastanti del caldo estremo.
Red
