Il Sindaco di Napoli critico per la gestione dell’emergenza, mentre i cittadini chiedono misure immediate di supporto.
Il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, è al centro di un acceso dibattito sui social media per il modo in cui sta gestendo l’emergenza scosse e bradisismo che sta colpendo i quartieri flegrei di Fuorigrotta, Bagnoli e Agnano. Le critiche nei suoi confronti non si sono fatte attendere, soprattutto dopo che è emerso un contrasto tra le azioni del Comune di Napoli e quelle dei sindaci di Pozzuoli e Bacoli, che invece hanno attivato interventi concreti a supporto della popolazione.
A differenza delle amministrazioni dei comuni limitrofi, che hanno istituito centri di raccolta, predisposto brande e punti di ristoro, e attivato supporto psicologico per i cittadini, il Comune di Napoli sembra aver fatto affidamento solo su dichiarazioni istituzionali, che non hanno rassicurato i residenti, sempre più preoccupati per la situazione.
(Nella foto – Le iniziative assunte dal Comune di Bacoli)

Il sindaco Manfredi, nelle ultime ore, ha annunciato un incontro con il capo della Protezione civile, Ciciliano, per fare il punto sulla situazione. “Stiamo continuando con le procedure che abbiamo messo in campo per garantire sicurezza ai cittadini”, ha spiegato Manfredi, sottolineando che la sicurezza statica delle strutture non è in pericolo. In risposta al crescente allarme della cittadinanza, ha aggiunto che “continueremo a monitorare la situazione” e che “se ci fossero cambiamenti o situazioni di allarme diverse, avviseremo subito i cittadini”.
Tuttavia, queste parole non sono state sufficienti per placare le preoccupazioni. I cittadini dei quartieri flegrei, infatti, lamentano l’assenza di interventi diretti e immediati che possano supportarli in caso di nuove scosse, come quelle che hanno caratterizzato le ultime settimane. A differenza dei sindaci di Pozzuoli e Bacoli, che hanno istituito veri e propri centri di prima accoglienza, l’amministrazione di Napoli non ha previsto strutture adeguate dove le persone possano rifugiarsi e trovare riparo.
Le critiche si concentrano principalmente sulla mancanza di misure precauzionali dirette: non sono stati predisposti lettini o spazi di accoglienza per coloro che, spaventati, potrebbero decidere di non tornare a casa. Inoltre, non è stato attivato un numero di emergenza disponibile 24 ore su 24, come già fatto dal sindaco di Bacoli, né si è pensato a creare aree di sosta per chi, per ragioni di sicurezza, potrebbe preferire dormire in auto.
Ma non è solo la questione logistica a sollevare polemiche: la città sta vivendo un clima di forte ansia, con la paura che le scosse possano continuare e che la situazione possa degenerare. In questo scenario, l’assenza di un supporto psicologico diretto e strutturato per affrontare il panico è un altro punto critico. La richiesta di un intervento psicologico immediato è più che legittima, considerando l’alto livello di stress che la popolazione sta vivendo in queste settimane.
L’emergenza bradisismo, quindi, non può essere gestita solo con annunci di monitoraggio e dichiarazioni rassicuranti. Le persone hanno bisogno di interventi concreti, di spazi sicuri, di supporto pratico e psicologico. L’attivazione di strutture temporanee, come scuole, palestre e piscine, e l’indicazione di numeri di telefono di emergenza, potrebbero rappresentare azioni urgenti e necessarie per offrire una risposta immediata.
In un momento delicato come questo, la gestione di un’emergenza non può essere rimandata. Manfredi è chiamato a rispondere prontamente, mettendo in campo azioni concrete che possano garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini. La gestione dell’emergenza non può limitarsi a incontri istituzionali e parole di circostanza, ma deve tradursi in fatti, soprattutto quando la paura e l’incertezza hanno un impatto tangibile sulla vita quotidiana di chi abita le zone più vulnerabili.
Ciro Crescentini
