Ondate di critiche dall’opinione pubblica americana
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden dà i numeri e le sue recenti dichiarazioni hanno alimentato preoccupanti tensioni. Benzina sul fuoco. L’anziano inquilino della Casa Bianca durante la visita a Varsavia ha definito il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin un “macellaio“. Poi ha detto che “non può restare al potere“. Parole duramente criticate dalla Francia, Turchia e da molti esponenti statunitensi. Il segretario di Stato americano Antony Blinken tenta di correre ai ripari: gli Stati Uniti hanno detto ripetutamente che “non c’è una strategia di cambio di regime in Russia né altrove” e “in questo caso, come in ogni caso, la decisione spetta al popolo del paese in questione. Spetta al popolo russo”, si è premurato di chiarire da Gerusalemme.
Netta presa di distanze è giunta oggi anche dal presidente francese Emmanuel Macron: “Non utilizzerei” le parole di Biden “perché continuo a discutere con il presidente Putin”, ha dichiarato Macron in un’intervista concessa a France 3. “Vogliamo fermare la guerra che la Russia ha lanciato in Ucraina senza fare la guerra” e “se vogliamo fare questo non bisogna fare escalation né delle parole né delle azioni“, ha proseguito, aggiungendo che parlerà con Putin “domani o dopodomani“.
Sulla stessa lunghezza d’onda di Macron, gli esponenti turchi: “La guerra in Ucraina è ingiusta” ma “se tutti bruciano i ponti con la Russia, chi parlerà con loro di pace?” – ha sottolineato il portavoce di Erdogan
Una parte consistente dell’opinione pubblica americana ha attaccato Biden. Secondo il quotidiano Washington Post quella di Biden sarebbe stata “improvvisata“: sembrerebbero dunque parole “fuori copione”, pronunciate dal presidente americano alla fine di un discorso durato circa 30 minuti. Dura critica al presidente americano Biden da Jim Risch, capogruppo dei repubblicani alla commissione Esteri del Senato: “C’è stata un’orrenda gaffe alla fine del discorso, avrei voluto che avesse seguito il testo. Chiunque abbia scritto il discorso aveva fatto un buon lavoro, ma Dio mio dovevano fargli seguire il testo. Credo che molte persone che non si occupano di politica estera non capiscono come queste nove parole che ha pronunciato possano provocare l’esplosione che hanno provocato – ha aggiunto il repubblicano intervistato dalla Cnn – ma ogni volta che si dice, o solo si suggerisce, che c’è una politica di cambio di regime, questo provoca un enorme problema. Per favore, signor presidente segua il copione”. Critiche arrivano anche da Richard N. Haass, un esperto della diplomazia americana: attualmente è presidente del Council on Foreign Relations, ed è stato responsabile per la pianificazione della politica del Dipartimento di Stato e coordinatore per l’Afghanistan: “Non sarà semplice rimediare al danno provocato, ma suggerisco ai collaboratori del presidente di mettersi in contatto con le controparti e chiarire che gli Usa sono pronti a relazionarsi con il governo russo in carica”. Secondo il diplomatico Biden comunque “ha reso una situazione difficile più difficile e una situazione pericolosa più pericolosa”.

