A Roma, nell’area di Parco Schuster, una coppia di coniugi, entrambi iscritti all’Anpi e riconoscibili dal fazzoletto rosso, è stata vittima di un’aggressione premeditata
L’Italia ha celebrato l’ottantunesimo anniversario della Liberazione in un clima di grande partecipazione popolare, ma anche segnato da forti tensioni. Se nelle piazze di Milano, Roma, Napoli, Bologna e Cagliari — solo per citarne alcune — si è registrata un’affluenza record, con oltre 100mila persone nel capoluogo lombardo, la giornata è stata segnata anche da episodi gravi che hanno trasformato la celebrazione in un terreno di scontro politico e istituzionale.
A Roma, nell’area di Parco Schuster, una coppia di coniugi, entrambi iscritti all’Anpi e riconoscibili dal fazzoletto rosso, è stata vittima di un’aggressione premeditata. Un uomo a bordo di uno scooter ha esploso tre colpi con una pistola ad aria compressa, ferendo il marito al collo e la moglie alla spalla. Le ferite sono lievi, ma la portata politica del gesto appare rilevante. Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato di un “fatto inquietante”, mentre le opposizioni chiedono chiarimenti immediati: si è trattato del gesto isolato di un folle o di un’intimidazione politica mirata in una giornata simbolica? Diversi esponenti del centrosinistra, tra cui Schlein e Fratoianni, hanno definito l’episodio un vero e proprio “atto squadrista”. Al centro della polemica anche la facilità con cui un uomo armato ha potuto colpire in una zona teoricamente presidiata.
Sempre a Roma, durante le manifestazioni del 25 aprile, si sono registrate ulteriori tensioni. Una decina di membri di +Europa si è presentata alla manifestazione per la Resistenza portando bandiere ucraine in un contesto in cui erano presenti anche vessilli palestinesi, libanesi, iraniani, cubani e yemeniti. Secondo alcune testimonianze, il gruppo avrebbe cercato lo scontro fisico, venendo poi trattenuto e allontanato dalle forze dell’ordine.
Ulteriori momenti di tensione hanno riguardato la presenza della Brigata ebraica. Oltre alle consuete bandiere di Israele — spesso motivo di contestazione — sono state esposte anche bandiere degli Stati Uniti e cartelli a sostegno di Donald Trump, oltre alla partecipazione con esponenti di Forza Italia. Diversi manifestanti hanno reagito con proteste e slogan, accusando il gruppo di provocazioni e chiedendone l’allontanamento dal corteo. La situazione ha portato al blocco della manifestazione per circa tre ore, fino alla successiva uscita dello spezzone contestato.
Durante questi momenti, un gruppo di attivisti solidali con la popolazione palestinese, insieme ad altri manifestanti, ha gridato “vergogna” e “Palestina libera” contro la Brigata ebraica, posizionata alle loro spalle con bandiere israeliane e statunitensi. Le forze dell’ordine, affiancate anche dai City Angels, hanno formato un cordone per contenere i contestatori e consentire l’avanzamento del gruppo. Nonostante ciò, urla e fischi sono proseguiti, accompagnati dalla richiesta esplicita di far uscire i sionisti dal corteo.
Ciro Crescentini
