Oltre 290 mila visitatori nei musei statali. Il sito campano guida la classifica nazionale
Nel cuore della prima domenica del mese, quella che per tradizione ormai consolidata regala l’ingresso gratuito nei musei e parchi archeologici statali, Pompei si conferma regina indiscussa della cultura italiana: 20 mila visitatori in un solo giorno. Un numero che non è soltanto simbolico, ma anche il tetto massimo stabilito per la sicurezza e la salvaguardia del sito, in vigore dallo scorso 15 novembre.
Il direttore del Parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, ha voluto ringraziare pubblicamente tutto il personale impegnato nella gestione della giornata da record: «Un grazie ai colleghi della vigilanza, delle biglietterie e dell’accoglienza, alle guide, agli operatori e ovviamente ai visitatori, grandi e piccoli». Non sono mancati i momenti critici, come la sospensione temporanea degli ingressi in mattinata, necessaria per evitare sovraffollamenti e garantire la tutela del sito. Gli ingressi sono poi ripresi nel primo pomeriggio, grazie a una gestione che Zuchtriegel definisce “frutto di collaborazione”.
Ma il nodo della questione non è solo organizzativo. La soglia massima di accessi e il biglietto nominativo, pensati per arginare fenomeni di bagarinaggio e speculazione, hanno sollevato malumori tra alcune sigle sindacali delle guide turistiche. Il direttore però è netto: «I tempi in cui fuori dagli scavi si rivendevano i biglietti, anche nelle giornate gratuite, sono finiti. Tolleranza zero. Pompei non è una risorsa da consumare come il petrolio, ma una fonte rinnovabile di energia culturale da trasmettere intatta alle future generazioni».
#Domenicalmuseo: i numeri del successo
Il boom di presenze a Pompei si inserisce in un quadro nazionale estremamente positivo: sono stati circa 290 mila gli ingressi complessivi nei musei e parchi statali italiani durante questa prima domenica di maggio. A seguire Pompei, altri grandi attrattori culturali hanno registrato numeri da capogiro: la Reggia di Caserta con 16.956 visitatori, il Parco archeologico del Colosseo – Foro Romano e Palatino con 16.694, e il Colosseo vero e proprio con 14.102 ingressi. A ruota il Pantheon (11.786), gli Uffizi (11.230), e Palazzo Pitti (8.268).
Anche i luoghi d’arte fuori dalle grandi capitali hanno visto numeri rilevanti: Villa d’Este a Tivoli ha accolto 7.516 persone, la Galleria dell’Accademia di Firenze oltre 7.000, mentre Paestum, Ercolano e Ostia Antica hanno superato le 3.000 presenze ciascuno. Da nord a sud, passando per città d’arte e piccoli centri, la giornata ha mostrato quanto forte sia ancora il legame tra italiani (e turisti) e il patrimonio culturale del Paese.
Dietro ai numeri di oggi si nasconde un interrogativo sempre più pressante: può l’Italia, Paese con il più vasto patrimonio culturale al mondo, reggere l’urto del turismo di massa senza snaturare i propri luoghi simbolo? Pompei risponde con un modello che prova a bilanciare accessibilità e conservazione. E, forse, proprio da qui può partire una nuova idea di fruizione culturale: lenta, consapevole, condivisa.
Red

